Il Tirreno

Quando la Filanda filava e Aulla era “industriale”

Gianluca Uberti
Quando la Filanda filava e Aulla era “industriale”

Nasce Fili di Juta, associazione per ricordare i fasti (e i problemi) dello stabilimento della Ragnaia, che dava lavoro a 1.500 persone e che cambiò il volto della città

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AULLA. Chi ha i capelli bianchi ad Aulla e dintorni non può non ricordare lo stabilimento industriale Montecatini, la Filanda, nel quartiere della Ragnaia, che ora non esiste più, essendo stato demolito, ma che ha talmente caratterizzato la storia del quartiere da fare sì che questo venga tuttora chiamato Filanda. Tanti hanno lavorato in quello stabilimento, fino 1.500 furono gli occupati, chi come operaio fabbricando sacchi di juta, soprattutto donne, chi come impiegato negli uffici.

Per questo, per non dimenticare una storia importante, iniziata nel 1916 e conclusasi a fine anni '80, è nata l’associazione “Fili di Juta”, la cui coordinatrice è Melania Sebastiani, alla quale si affiancano altri soci fondatori: Claudia Bacci, Davide Carlotti, Bruna Donati, Gianmarco Gorlandi, Cristian Linari, Matteo Manzin, Monia Musso, Matteo Ratti, Gabriele Simonelli e Fiorenza Venturini. Ed è a partire dalla pagina Facebook “Montecatini, lo Jutificio della Filanda“, creata per evocare i ricordi che ruotano attorno a quello che fu il mondo dello jutificio Montecatini, che è emerso il bisogno di recuperare, quella fetta di storia lunigianese. Così è nata l’associazione “Fili di Juta“, che ha lo scopo di creare una vetrina permanente virtuale, un museo che funzionerà come archivio multimediale, ma anche come promotore di iniziative, coinvolgendo, tra gli altri enti, gli archivi Edison, la commissione regionale Pari Opportunità e il Consorzio Industriale Apuano. Infatti, c’è già stato uno spettacolo teatrale portato in scena e ci sarà, a breve, la restituzione alla cittadinanza di un percorso di storia e memoria, portato avanti con la classe IB del liceo classico Leopardi. Ma ogni cittadino potrà fornire materiale attraverso il sito web (in costruzione), la mail filidijuta@gmail.com o i social network dedicati.

La fabbrica della Ragnaia trasformò totalmente l'assetto di Aulla, che da polo agricolo divenne industriale. Dette un nuovo nome al quartiere. La Montecatini costruì dapprima un convitto, gestito da suore, che avrà una durata poco più che decennale, poi creò un quartiere di case operaie. Organizzò veglioni, viaggi premio, dispensò bonus di produzione, regali per i neonati e medaglie di merito al lavoro. Attorno alla fabbrica nacquero negozi, una chiesa, una scuola. Per colpa della fabbrica, qualcuno morì. Oggi di tutto questo mondo non rimane più nulla, poichè lo stabilimento fu demolito all'inizio degli anni 2000. Era l'unico simbolo rimasto di una comunità che oggi, con la globalizzazione imperante, non si ritrova più.

 

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