Il presidio
Morto in cava, ci sono tre indagati
Sono il proprietario della Cmv, il responsabile della sicurezza e l’operaio che guidava il mezzo che ha schiacciato Pampana
CARRARA. Ci sono tre indagati per l’incidente alla cava Fiordichiara che lo scorso venerdì è costata la vita al cavatore Luciano Pampana di 58 anni. Si tratta del proprietario della Cmv Alessandro Macchione, del responsabile della sicurezza in cava, l’ingegnere Giacomo Del Nero e dell’operaio, del quale non conosciamo le generalità, che era alla guida del mezzo sotto la cui pala è finito Pampana rimanendo schiacciato. Si tratta di un atto dovuto e l’indagine è aperta per omicidio colposo. E d’altronde i rilievi saranno particolarmente complessi da fare. La sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare dell’inchiesta e membro del pool della procura sulla sicurezza in cava, è andata su in cava un paio di giorni fa. Ha visitato i luoghi dove è successo l’incidente e si è resa conto di persona di quel che è lo scenario.
Adesso chiaramente ci sarà il tempo per fare i rilievi, capire quali sono state le modalità del sinistro. E poi si vedrà. Come sempre in questi casi si deve procedere con estrema accuratezza per capire esattamente cosa è davvero successo.
Del Nero è difeso dall’avvocato Rachele Vatteroni e dal collega Fabio Carbonelli del foro di Napoli. Un altro legale napoletano difende il proprietario della Cmv Macchione, l’avvocato Alfonso Furgiuele. Il cavatore invece è difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa.
C’è il più stretto riserbo ovviamente su quello che è lo stato delle indagini. Intanto si tratta di indagini cominciate da pochi giorni e che ovviamente muoveranno i primi passi da quelli che sono i rilievi fatti dall’Asl con il personale guidato dalla dottoressa Maura Pellegri.
Bisognerà capire infatti perché l’uomo si è trovato nel raggio di azione del mezzo tanto da finire schiacciato dalla pala, come finora è stato spiegato. Per le norme sulla sicurezza infatti quel tipo di comportamento dovrebbe essere assolutamente vietato.
Inoltre il mezzo, a differenza di quanto si è creduto nelle ore immediatamente successive all’incidente, si trovava sul piano. Non è stata dunque la forza di gravità né l’inerzia a spingerlo verso Pampana. Com’è rimasto schiacciato allora dalla pala l’operaio? Altra domanda alla quale si dovrà cercare risposta tramite i rilievi.
Insomma si tratta di indagini minuziose che richiederanno impegno e tempo. Per capire quali sono le responsabilità, se ci sono, degli indagati. E se bisogna cercare anche in altre direzioni.
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