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Ferri e Buttini: basta tagli agli ospedali lunigianesi

Ferri e Buttini: basta tagli agli ospedali lunigianesi

PONTREMOLI. Un incontro che non «è stato per nulla soddisfacente in merito alle auspicate prospettive di mantenimento e crescita dei reparti e dei servizi nei presidi ospedalieri e socio sanitari...

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PONTREMOLI. Un incontro che non «è stato per nulla soddisfacente in merito alle auspicate prospettive di mantenimento e crescita dei reparti e dei servizi nei presidi ospedalieri e socio sanitari della Lunigiana». Non usano mezzi termini il vicesindaco Manuel Buttini ed il capogruppo di maggioranza, Jacopo Ferri, nel raccontare il loro disappunto su come sia andato l’incontro convocato dal dottor Giuliano Biselli e svolto presso il presidio ospedaliero di Pontremoli per presentare la nuova responsabile di presidio, Fabiola Salvetti.

Secondo i due esponenti «se i confronti avviati con l’Asl non sono finalizzati a garantire lo stop ai tagli e l’avvio del ripristino e della dotazione di basilari servizi e mezzi, oltre che di seri investimenti strutturali, ciò significa che l’azienda ha volontà di non invertire il lento, ma costante, depotenziamento del nostro sistema sanitario perpetrato da anni». Un primo passo da compiere, sostengono, è quello che «l’ospedale per acuti della Lunigiana articolato sui presidi di Pontremoli e Fivizzano debba davvero possedere tutte le caratteristiche per essere annoverato come presidio ospedaliero di Zona per acuti, con tutti i servizi e i reparti in grado di qualificarlo e mantenerlo quale Ospedale di primo livello, finanziando al più presto gli investimenti strutturali, in primis sulle sale operatorie, sia in termini di personale, già richiesti da tempo».

Altro punto che Buttini e Ferrii pongono all’attenzione è «la carenza di personale (medico e non) che ha raggiunto in questi mesi livelli emergenziali non più sopportabili e tali da rendere davvero rischioso il quotidiano impegno degli operatori che ormai ‘stoicamente’ provano a sopperire ad un deficit che, rispetto ai carichi di lavoro, è fuori dalla Legge, oltre che lesivo del sacrosanto diritto di salute che ciascuno di noi vanta nei confronti delle istituzioni che la regolano». Oltre a ciò – concludono - sono già note all’azienda e sono state più volte ribadite anche all’assessore regionale altre priorità irrinunciabili. Anche rispetto ad esse si continua ad attende una risposta positiva che delinei un percorso di vera crescita del sistema sanitario locale».

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