Il Tirreno

Ampliare e sopraelevare casa. Ora si può

di Chiara Sillicani
Ampliare e sopraelevare casa. Ora si può

L’amministrazione spiega gli effetti del Regolamento urbanistico. E sugli alberghi: «Via libera a piscine e ascensori »

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di Chiara Sillicani
MASSA. Prima dell’analisi e delle argomentazioni, ci sono le premesse. Precisazioni non irrilevanti. E la prima di quelle precisazioni è che l’iter di approvazione del Regolamento urbanistico non è ancora concluso: il consiglio, ritrovata la compattezza politica, ha chiuso la partita di osservazioni e controdeduzioni e adesso la palla è nelle mani della Regione. La seconda - doverosa - premessa è che a fare il punto su regolamento e potenzialità di sviluppo è il sindaco Alessandro Volpi, a fine mandato e in campo per il bis. Un’analisi che punta comunque a tradurre il Regolamento in possibilità: chi può fare che cosa, quali pratiche si sbloccano. Perché agli uffici edilizia e urbanistica di richieste in stand by ce ne sono tante, migliaia - sintetizza lo stesso Volpi.
Sopraelevare, cambiare destinazione, ampliare Chi aspetta di sistemarsi casa sopra quella di mamma e papà, può tirare un bel sospiro di sollievo: il Regolamento consente, infatti, a chi ha una abitazione ad un piano di sopraelevare di un ulteriore piano, fino ad una superficie massima di 180 metri quadrati. Sopraelevazioni, ma non solo perché - spiega il sindaco - chi ha bisogno di ampliare la casa, di accorpare alla casa magazzini o casotti presenti sul suo lotto, e ha le distanze necessarie da strade e confini, lo può fare. Una famiglia può ristrutturare con significativi incrementi di volume. Chi, in un tessuto insediato, vale a dire dove già esiste edificazione, possiede un negozio, un laboratorio artigiano, vani che non servono più all’uso che ne veniva fatto, potrà fare il cambio di destinazione in residenziale. I ruderi potranno essere recuperati e nelle aree montane e pedemontane diventare abitazioni. Via libera, quindi. Resta solo da aspettare che la Regione concluda l’iter: le parti del Regolamento che riguardano gli interventi di recupero dell’esistente non devono, infatti, essere ripubblicati per ulteriori ed eventuali modifiche, ma tornate a “casa” da Firenze, diventano immediatamente esecutive.
Cosa cambia per le strutture ricettive e il turismo. Il sindaco Volpi ne è certo: il regolamento garantirà una bella boccata d’ossigeno agli operatori turistici, aumentando la competitività delle strutture. «Saranno possibili - spiega - ampliamenti e sostituzioni edilizie con incrementi fino al 50 %». Ampliamenti e migliorie: nelle zone ad alta edificazione, sarà possibile sopraelevare gli hotel, da due a tre piani, da tre a quattro. Strutture più grandi, quindi e con più servizi: si sbloccano, infatti, le pratiche per realizzare piscine, serre o gazebo coperti da destinare ad area ristorante. Sono consentite anche migliorie tecnologiche. Un esempio: chi fino ad ora non ha potuto realizzare un ascensore, adesso può farlo. E gli imprenditori che puntano più in alto possono pure realizzare l’abitazione del custode.
Da alberghiero a residenziale. Possono cambiare destinazione soltanto le strutture ricettive più piccole, con meno di 15 camere e 30 posti letto.
Stabilimenti balneari e camping. Per gli stabilimenti e i campeggi la svolta vera saranno i piani attuativi che disciplineranno la materia nel dettaglio. Nell’attesa - spiega l’amministrazione - negli stabilimenti sono consentiti zone d’ombra fino ad una superficie pari al 10% delle aree libere. È ammessa, dopo anni di stop, la realizzazione di locali tecnici da usare come magazzini o da destinare alla conservazione del cibo. Per un massimo di 9 metri quadri. I campeggi, invece, possono ristrutturare soltanto i locali di servizio.
Il “caso” colonie. Tema caldissimo del Regolamento, «le colonie - l’amministrazione Volpi fa il punto - potranno essere riqualificate per realizzare oltre 400 posti letto alberghieri oltre a servizi ludici e sportivi a servizio delle attività ricettive, attività commerciali e direzionali. Nelle colonie - è stata questa la mela della discordia in consiglio - potranno essere realizzate residenze di qualità (per non più del 25% dell’intera superficie utile lorda). Il recupero delle colonie dovrà estendersi dagli immobili al viale a mare, alle piste ciclo-pedonali e alle pinete per la riqualificazione del litorale.

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