Nel bosco per due notti, poi l’urlo di gioia dei soccorritori: «Eccolo, eccolo, è qua» - Video
Emozione e sollievo per il ritrovamento in buona salute di Franco Gussoni dopo due giorni di angoscia della comunità
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PONTREMOLI. «Eccolo, eccolo, è qua»: è stato l’urlo di gioia dei due soccorritori che per primi sono riusciti ad individuare Franco Gussoni e a sciogliere finalmente l’angoscia che da due giorni e due notti attanagliava il cuore dei famigliari e dei tanti che erano in apprensione per la sorte dell’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Pontremoli. Sono stati Roberto Ribolla di Bassone e Roberto Conti di Zeri, del gruppo di caccia n. 47 di Bassone, a ritrovare Gussoni attorno alle 8 del mattino in un canalone in zona Belvedere, poco distante dalla frazione da cui era scomparso.
L’ex sindaco si presentava ai volontari visibilmente e comprensibilmente scosso e confuso, disidratato e in ipotermia ma fortunatamente sano e salvo. I due soccorritori sono stati presto raggiunti dal resto della squadra ed hanno così prestato le prime cure a Gussoni, coprendolo con le loro giacche e dissetandolo. Intanto veniva informato del felice esito della ricerca il campo base dei soccorritori, allestito nella piazza di Bassone, che si è immediatamente attrezzato per il trasporto dell’ex sindaco che presentava alcune escoriazione dovute probabilmente ad una caduta. Comunque nel complesso lo stato di salute di Gussoni non presentava particolari preoccupazioni ma è stato comunque disposto il trasporto all’ospedale cittadino per alcuni accertamenti e da qui al Noa. Una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi quando, ormai, in molti avevano il timore che si potesse concretizzare l’ipotesi più nefasta anche se nessuno l’ha mai voluto pronunciare. Certo non i tanti volontari e il personale diretto dai Vigili del Fuoco, della Protezione Civile che hanno cercato senza risparmiarsi il 69enne scomparso da casa domenica e ritrovato ieri mattina nei meandri del bosco.
Più di trecento uomini sono stati impegnati sul territorio insieme a cinque cani molecolari e due elicotteri della Regione Toscana e della Capitaneria di Porto, in un’operazione davvero complessa soprattutto a causa della morfologia dell’ampio territorio e delle condizioni meteorologiche. Da sottolineare la grande presenza di giovani pontremolesi e delle vallate limitrofe e che in maniera volontaria si sono uniti alle operazioni di ricerca per le due intere giornate.
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A commentare l’impresa anche il Vice Sindaco Manuel Buttini e l’Assessore Michele Lecchini, che insieme al Sindaco Lucia Baracchini hanno seguito da vicino l’intera ricerca, non abbandonando mai il campo base. «Alla fine questa vicenda si è conclusa bene, grazie a tutti i volontari intervenuti, strutture provinciali, regionali e nazionali di Protezione Civile, che hanno mandato aiuti da Toscana e Liguria, il Corpo dei Vigili del Fuoco, presenti continuativamente da domenica pomeriggio fino a oggi con una struttura imponente, e soprattutto i Gruppi Cinofili che hanno dato l’indirizzo giusto per ritrovare Franco. Grazie a questa traccia e all’approfondita conoscenza del territorio, la squadra di caccia n.47 di Bassone che questa mattina è partita all’alba coordinata dai Vigili del Fuoco, è riuscita a trovarlo».
Anche il sottosegretario alla giustizia l’onorevole Cosimo Ferri, che da Roma ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, non nasconde la propria soddisfazione: «Il ritrovamento di Franco Gussoni riempie di gioia tutta la comunità pontremolese e non solo. Un pensiero affettuoso va, anche da parte mia, a lui ed alla sua famiglia. Sono infatti state giornate di grande preoccupazione e di ansia. Desidero ringraziare il Capo della Protezione Civile Borrelli, il Prefetto di Massa-Carrara, con i quali sono stato costantemente in contatto, i Vigili del Fuoco, le Unità Cinofile, tutte le forze dell’ordine impegnate, tra cui in particolar modo la Compagnia Carabinieri di Pontremoli, la Protezione Civile, il Soccorso Alpino, i Sindaci ed amministratori impegnati. Un grazie particolare va rivolto ai tantissimi volontari giunti da ogni parte istintivamente che hanno lavorato con intensità e trasmesso a tutti forza e determinazione nella ricerca».
Riccardo Sordi
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