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Scontro tra le destre per lo sfratto che non c’è
Benedetti: «Impedito uno sgombero», ma Mangiaracina lo smentisce. Fiori: «Trasferimento concordato»
MASSA. Uno sfratto, che sfratto non è, divide la destra massese. Da un lato il consigliere Stefano Benedetti, capolista di Forza Italia, che parla di «resistenza passiva di quattro ore» contro «lo sgombero dei vigili urbani». Dall’altro lato Francesco Mangiaracina, candidato sindaco di Tutto per Massa, che parla di «trasferimento concordato da giorni con l’amministrazione».
È la vicenda di una coppia, Fabio e Lucia, e del loro cane Beethoven, che dopo aver dormito per oltre un mese in una cabina presso uno stabilimento balneare a Marina di Massa, a fine ottobre aveva trovato riparo nell’ex scuola nella zona della Partaccia. Ma da lì dovevano andarsene, anche perché quelle stanze, piuttosto ampie, potevano essere riutilizzate per altre situazioni.
Da lì comincia il lavoro dell’assessore Mauro Fiori, dei dirigenti e dei tecnici che si occupano delle questioni sociali in consiglio. Ieri mattina però, attorno alle 10, succede qualcosa.
I vigili urbani si presentano alla porta della momentanea residenza dei due per portarli da un’altra parte. La soluzione trovata è di spostarli alla pensione Argia, dove avrebbero a disposizione una stanza con il bagno interno. La ricostruzione che fa Benedetti però è diversa. La soluzione, secondo il consigliere, si sarebbe trovata soltanto a posteriori. Merito, a suo dire, della resistenza passiva e della mediazione messa in atto.
«Dopo quattro ore di resistenza passiva siamo riusciti a risolvere in modo positivo la sgombero. Alle 11 abbiamo bloccato lo sgombero dei vigili urbani incaricati dal comune e avviato una lunga trattativa con l’assistente sociale che in questa occasione ha dimostrato particolare attenzione e sensibilità al problema, con l’assessore Fiori, il dirigente Tognocchi e il sindaco Volpi, proponendo la migliore soluzione che poi alla fine è stata accettata: lasciare libero il locale, che verrà assegnato ad una famiglia con bambini, per essere trasferirti nella pensione Argia, con la garanzia che il comune li assisterà in questa fase anche per quanto riguarda i pasti giornalieri».
Ricostruzione smentita da Mangiaracina. «Si è voluto a tutti costi trasformare il trasferimento concordato della famiglia come uno sfratto ai loro danni, la famiglia è stata trasferita secondo alcune condizioni condivise dagli interessati».
A risolvere il caso, confermando la versione di Tutto per Massa, è lo stesso Fiori, che contattato spiega: «Da settimane gli uffici lavoravano a una soluzione, abbiamo trovato una sistemazione che tenesse da conto le esigenze. Agiamo come sempre a livello istituzionale, seguendo il buon senso e la regola di non lasciare nessuno per strada. Preferisco non entrare nel merito di questioni politiche».
Libero Red Dolce
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