Il presidio
«Non veniamo ascoltati mai»
Il presidente Zaccagna: «Mai ricevuti né dall’Asl né dal Comune»
CARRARA. Emanuele Zaccagna, Presidente della Lega dei cavatori a lungo in prima fila nella battaglia per ottenere maggiori garanzie in tema di sicurezza rilancia: «Chi di dovere non può fare finta di niente e lasciare inascoltate le richieste avanzate da tempo in tema di sicurezza da parte di noi della Lega-ha spiegato Zaccagna , incalzando-perché non si parla più di orario di lavoro? Di ritmo di lavoro? Le macchine devono andare in aiuto dell’uomo o l’uomo è un’appendice della macchina?».
Zaccagna ha ricordato anche la promessa fatta dalle autorità della Asl e dal sindaco insieme all’assessore al marmo per un incontro con i cavatori della Lega: «Un incontro che non si è mai concretizzato-ha precisato Zaccagna-eppure chi meglio di noi, che abbiamo l’esperienza sul campo, sarebbe da ascoltare»?
«E poi-ha aggiunto il cavatore-la Lega non ritiene giusto, come siamo stati accusati il primo Maggio scorso in piazza, sentire dire che i cavatori sono corresponsabili dei danni alle nostre montagne, accusati da chi è esacerbato per la situazione di disoccupazione generale in cui langue la città mentre noi abbiamo un lavoro stabile: noi ci sentiamo come tra l’incudine e il martello anzi come tra la subbia e lo scalpello, perché siamo solo dei lavoratori ed esprimiamo solidarietà a tutte le vittime degli incidenti sul lavoro: basta morire sul lavoro».
Francesca Vatteroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google