Il Tirreno

«Bisogna dare dei premi alle aziende più sicure»

«Bisogna dare dei premi alle aziende più sicure»

L’assessore al marmo Trivelli: «Vantaggi per chi s’impegna sul fronte sicurezza» E sulla proposta di chiudere le cave non sicure: «Se ci sono precedenti va fatto»

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CARRARA. «All’ufficio cave c’è un problema personale, due dirigenti andranno in pensione e vanno sostituiti. L’ufficio in ogni caso è sottoposto a una grande pressione per via del regolamento da scriver», ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale. Ma non è solo il turn over il problema da affrontare per il comune.

«Sicuramente uno dei problemi che ci sono e sul quale vogliamo intervenire nelle gare è istituire una premialità per chi adotterà dei sistemi di sicurezza i più consoni possibili. Ovviamente ci sono le normative, ma ci saranno dei vantaggi per chi fa di più», dice l’assessore al marmo Alessandro Trivelli.

S’immaginano vari modi per ottenere questi premi, anche se la progettazione pare più in una fase creativa che pragmatica. Non sono misure insomma incombenti nella programmazione politica carrarese. «Sicuramente saranno adottati dei sistemi di certificazione per quel che riguarda la sicurezza sul lavoro, sulle ulteriori cautele che si possono prendere durante l’attività lavorativa. Altre cose potrebbero essere l’utilizzo di mezzi tecnologicamente avanzati e che aiutino una maggiore sicurezza per chi lavora».

Fa alcuni esempi l’assessore Trivelli. «Magari ci sono alcuni lavori che si fanno in cava o in galleria che prevedono magari un certo tipo di taglio, magari un taglio a secco. Prevedere ad esempio l’aspirazione delle polveri per evitare che si respirino sostanze che non fanno bene».

Agli imprenditori si chiederà di fare la loro parte. «Chiaro che quando saranno presentati i bandi di gara - continua Trivelli - anche ai proprietari sarà chiesto di indicare degli ulteriori sistemi che possono essere utilizzati. Faccio un esempio: ci sono alcune cave dove ci possono essere delle tecchie anche pericolose, perché vicine a aree di escavazione. Ecco ci sono alcune cave che utilizzano dei sistemi di monitoraggio piuttosto avanzati che danno il segnale diretto di quella che è la situazione di quell’area. Quando ci sono movimenti particolari che rendono la situazione rischiosa lo rilevano in tempo reale».

«Spesso i sindacati fanno riferimento a un ritmo lavorativo molto alto - aggiunge Trivelli-c’è l’ipotesi di fare un ragionamento sui ritmi e orari di lavoro». Vero è però che questi sono regolati da contratti nazionali e aziendali. E i controlli spettano a ispettorato e Asl. La domanda è: come può il comune intervenire in questo ambito?

«Sta sicuramente sia ai rapporti tra sindacati e imprenditori, sia alla Asl verificare che non ci sia un eccessivo sfruttamento del lavoro, facendo lavorare quando si dovrebbe essere chiusi o in giornate non previste», risponde Trivelli.

Dai sindacati peraltro, in particolare dalla Cgil, è arrivato un invito a chiudere le cave che non sono a regola con le norme sul lavoro. Annuncio rimasto sempre lettera morta.

«Anche noi stiamo lavorando su questa ipotesi - sostiene Trivelli - a parte che già si prevedono periodi di sospensione. Stiamo valutando ciò che è possibile fare per ciò che è di nostra competenza. Quando ci sono precedenti di carenze di attuazione dei servizi di sicurezza si può sospendere l’attività o arrivare a mettere in dubbio la concessione».

Libero Red Dolce

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