Il presidio
Forno crematorio, ricorso respinto
Primo round a Comune e Apuafarma: potranno essere cremate a Turigliano anche le salme dei non residenti a Carrara
CARRARA. «Non viene rappresentata una situazione di pericolo»: con queste parole il Tar di Firenze (sezione seconda) ha respinto la richiesta di sospensione, avanzata dal Comitato contro il forno crematorio, delle cremazioni per le salme dei non residenti nel Comune di Carrara. Si tratta di uno “dei motivi aggiunti” del maxi ricorso contro il forno su cui il tribunale amministrativo regionale non si è ancora espresso in modo complessivo anche se nell’ordinanza da poco emessa entra anche nel merito con quel lapidario: «considerato che sussistono dubbi sull’ammissibilità del ricorso».
Respinta la richiesta di sospensiva. Respinta la domanda cautelare. Così è stato deciso nella camera di consiglio del tribunale amministrativo regionale per la Toscana, con l’ntervento dei magistrati Saverio Romano (presidente), Riccardo Giani (consigliere) e Alessandro Cacciari (consigliere estensore).
Una ordinanza che mette un punto nella querelle giudiziario sul forno crematorio tra amministrazione e Comitato Tutela salute Carrara. Il Comune (assistito dai legali Sonia Fantoni e Marina Vannucci) e Apuafarma (la società è assistita dall’avvocato Domenico Iaria) si sono costituite in giudizio parte civile contro il Comitato, il quale aveva aperto un contenzioso nei confronti dell’amministrazione davanti al Tar, per impedire che il tempio crematorio di via Vicinale di Turigliano, deciso dalla precedente amministrazione, estendesse le cremazioni delle salme anche ai non carraresi: chiedendo quindi venisse rispettata la delibera dell’amministrazione Zubbani quando, nel prevedere la nascita dell’impianto, lo destina all’uso esclusivo della cittadinanza.
La posizione del comitato. «Noi non vogliamo che si faccia business con la cremazione: siamo preoccupati per la salute della comunità perché cremando viene liberato nell’aria materiale particolato ultrafine e diverso materiale inquinante tra cui metalli pesanti, mercurio dall’amalgama nelle otturazioni dentarie e diossina» queste avevano messo nero su bianco dal Comitato, che conta circa 1.100 iscritti ed è rappresentato dall’avvocato Daniele Granara, esperto di Diritto amministrativo. Da qui era nata la richiesta di sospensiva della cremazione delle salme dei non residenti. Una integrazione al ricorso avverso al forno crematorio, su cui la seconda sezione del tribunale amministrativo regionale di Firenze si è espressa respingendo la domanda cautelare.
Il maxi ricorso. C’è l’altro ricorso, quello principale, ancora pendente al Tar. È quello che punta il dito sulla pericolosità dell’impianto costruito in una zona residenziale.
Su questo ricorso non c’è stato ancora alcun pronunciamento da parte del tribunale, Ma nell’ordinanza che respinge la domanda cautelare (la sospensiva) si legge: «Considerato che sussistono dubbi sull’ammissibilità del ricorso». In sostanza il Tar entrerebbe già nel merito anche per la questione giudiziaria principale legata alla vicenda.
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