Il presidio
Le biciclette ci sono, i ciclisti ancora no
Il bike sharing non decolla. L’assessore: lo miglioreremo
CARRARA. «Questo nuovo servizio mira a dare una risposta al problema della mobilità urbana, mettendo a disposizione dei cittadini una valida alternativa all’uso smodato e a volte ingiustificato delle auto private».
Si leggeva così, in una nota di Palazzo civico datata novembre 2015, a proposito del nuovo progetto in procinto di partire in città. Era appunto l'autunno di tre anni fa quando veniva presentato “MondoBiciCarrara” – finanziato dalla Regione Toscana – e gestito da Bicincittà srl (che al tempo si era aggiudicata il bando per cinque anni), servizio per il bike sharing cittadino.
Tre, ricordiamo, le stazioni per altrettanti rivenditori per poter acquistare i vari abbonamenti per utilizzare le biciclette: a Carrara (in piazza 2 Giugno); ad Avenza (in via Giovan Pietro); a Marina di Carrara (viale Colombo) per una ventina, poco meno, di biciclette con pedalata assistita complessivamente. Ogni postazione dotata, oltreché ovviamente delle bici colorate di bianco e di azzurro, anche di un pannello informativo e di una dozzina di posti liberi: il tutto monitorato da un sito on line. E allora, con l'estate alle porte, siamo partiti proprio dal sito per fare il punto sul bike sharing carrarese.
“Semaforo verde”, dunque, dalla pagina on line nella giornata di ieri (18 le bici contrassegnate attualmente dal sito del gestore come “bici libere”); spia luminosa verde che ritroviamo anche in piazza 2 Giugno direttamente alla stazione che, come conferma l'assessore Sarah Scaletti, è quella tra le tre più gettonata. «Le biciclette di “MondoBiciCarrara” ci sono e funzionano – spiega l'assessore alla tutela dell'ambiente, Sarah Scaletti –. A breve la ditta ci manderà i nuovi dati che vengono costantemente aggiornati, ma vediamo comunque che ci sono dei movimenti dal monitoraggio. Si tratta di un sistema aggiornato da cui vediamo che i maggiori spostamenti sono nel centro, da piazza 2 Giugno a, nuovamente, piazza 2 Giugno». «Certo – aggiunge – è un sistema che potrebbe essere migliorato. Le biciclette che ci sono fanno, il limite semmai è rappresentato dal numero di postazioni: se ci fossero più postazioni lungo la città la cittadinanza ne potrebbe usufruire maggiormente. In prospettiva quindi ci possono essere margini di miglioramento». E allora le bici ci sono, ma, a quanto pare, non sono in molti a utilizzarle. «Siamo di fronte – ragiona l'assessore – a numeri non elevatissimi, ma, ripeto, c'è anche un limite strutturale: manca appetibilità, dal mio punto di vista, se gli stalli sono concentrati soltanto in tre postazioni. L'ottica di sviluppo del bike sharing deve passare dall'incremento delle postazioni dove si può lasciare e riprendere la bicicletta». Le bici che ci sono, ricapitolando, sono funzionanti e il numero tutto sommato è congruo per la richiesta (bassa); da migliorare semmai il nodo postazioni, fa notare l'assessore. «L'uso delle biciclette è ottimale dal punto di vista ambientale e abbiamo un territorio che specialmente lungo la costa ha una conformazione ideale in questo senso. Bisogna incrementare gli spostamenti: non è una cosa che si può fare velocemente, anche perché necessita di investimenti, ma ci stiamo muovendo e nel nostro programma c'è lo sviluppo della mobilità ciclabile. Monitoriamo i futuri bandi per cogliere e realizzare nuove isole sparse sul territorio per una maggiore flessibilità: la strada è quella», conclude. Sul tema interviene infine anche il prof. Riccardo Canesi. «E' una realtà (il bike sharing, ndc) – sottolinea – da sfruttare, anzi sarebbe una potenzialità da aumentare, ma non ci sono infrastrutture e sinceramente non vedo segnali nella direzione della mobilità sostenibile. Se non ci sono i fondi per le infrastrutture si parta almeno con una campagna di sensibilizzazione per una mobilità sostenibile. Le condizioni favorevoli per i cittadini lo sono anche per turisti e viceversa: una città poco ospitale verso i suoi cittadini lo sarà anche per i turisti».
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