Il Tirreno

La banda dei Ricci chiede di patteggiare

La banda dei Ricci chiede di patteggiare

In Appello si deve decidere se scontare la pena ai fratelli Mattia e Pablo e a Thomas Quadrella. A giugno scade la custodia cautelare

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MASSA. In primo grado, a Massa, i fratelli Mattia e Pablo Ricci e Thomas Quadrella, componenti della banda dei Ricci, protagonista della faida dei Poggi, erano stati condannati complessivamente a trentotto anni e mezzo di carcere. Pena che i tre stanno scontando in cella, dato che nei loro confronti sussiste la custodia cautelare. Era il marzo dell’anno scorso. Ieri a Genova si è tenuto il primo round del processo di appello e visto come è andato si profila un grosso sconto di pena per gli imputati, dato che le difese hanno chiesto un patteggiamento. E c’è pure un accordo di massima con la procura generale per quanto riguarda l’entità (gli avvocati Alessandro Maneschi e Carlo Biondi chiedono un patteggiamento inferiore ai sei anni). Alla fine però tutto è slittato di qualche settimana: se ne riparlerà il 22 maggio. Quel giorno dovrebbe essere sancita l’intesa oppure si andrà a sentenza con procedimento ordinario (senza sconto). Come ha chiesto il quarto imputato: Manuel Balloni, difeso dall’avvocato Umberto Zangani. Anche perché c’è un’altra data che incombe, come ha sottolineato la corte di appello: il 5 giugno scadono i termini della custodia cautelare e senza una decisione dei giudici i fratelli Ricci e Quadrella torneranno in libertà.

Più di un anno fa a Massa il collegio presieduto dal giudice Paolo Puzone (a latere c’erano Alessandro Trinci e Fulvio Biasotti), dopo cinque ore di camera di consiglio, aveva letto l’ordinanza che aveva sancito le pene per Mattia Ricci (13 anni e mezzo), Pablo Ricci (12 anni e mezzo), Thomas Quadrella (9 anni e mezzo) e Manuel Balloni (3 anni). Il pubblico ministero aveva chiesto quarantasei anni di carcere complessivi per i tre componenti della gang: la pena più pesante il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono la voleva per Mattia Ricci (17 anni), poi per il fratello Pablo Ricci (15 anni) e infine per Thomas Quadrella (14 anni). I Ricci e Quadrella sono accusati di svariati reati. Le imputazioni a loro carico, così come quelle contestate ai componenti della banda avversaria, quella dei Mazzi (che hanno scelto il rito abbreviato) - ventidue in tutto le accuse di diversi reati mosse a vario titolo agli imputati -, andavano dalla detenzione illegale di armi alterate (con la matricola abrasa allo scopo di non essere identificabili) all’estorsione, alla detenzione e fabbricazione di esplosivi. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tra il gruppo dei Mazzi e quello dei Ricci si era scatenata una vera e propria guerra per il controllo del mercato locale della cocaina. Una guerra segnata da attentati a scopo intimidatorio contro le abitazioni e le auto dei "nemici" a colpi di pistola e di fucile ma anche dall’accoltellamento di Alessio Mazzi.

L’altra gang coinvolta nella faida, quella dei Mazzi, aveva scelto un rito abbreviato per chiudere la vicenda. Condannati (con lo sconto di un terzo) a tre anni e otto mesi Elisa Mazzi; altri tre anni e otto mesi ad Andrea Bonuccelli. Aveva patteggiato invece una pena di tre anni e undici mesi Alessio Mazzi, fratello di Elisa. Erano difesi dall’avvocato Enzo Frediani. (d.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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