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«Così mi hanno picchiato» Il racconto di due vittime
Uno straniero e un italiano hanno spiegato al gup come avvenivano i pestaggi Ma l’udienza preliminare sarà ancora lunga. Bisogna attendere le trascrizioni
MASSA. Udienza dal gup - Fabrizio Garofalo - per l’indagine sui pestaggi nelle caserme dei carabinieri della Lunigiana. Anche ieri mattina si sono tenuti gli incidenti probatori delle persone che puntano il dito contro i militari per essere stati picchiati dopo essere stati fermati. Due le parti civili sentite dal sostituto procuratore Alessia Iacopini e dalle difese. Prima un cittadino straniero che ha raccontato di essere stato preso a pugni da un paio di carabinieri. Si è contraddetto alcune volte, incalzato dai legali dei militari che hanno puntualizzato le zone d’ombra. Ma il racconto del fatto che lo ha visto protagonista (suo malgrado) è stato cristallizzato. Il fermo nei suoi confronti era maturato per una vicenda legata allo spaccio di stupefacenti.
Poi è toccato a un cittadino italiano che ha detto di essere stato preso a schiaffi da un militare, dopo il fermo per un furto. Aveva presentato denuncia per il trattamento che gli era stato riservato ma l’aveva ritirata dopo quarantotto ore. Qui non ci sono state contraddizioni. Anche se le parti non commentano quanto successo in aula.
Era previsto un terzo incidente probatorio, ma la donna che doveva essere sentita ha presentato un certificato medico e quindi in aula non c’era. La prossima udienza si terrà alla fine di maggio (il 30), poi ne sono state fissate le altre due a giugno: il 13 e il 27. Ma prima di arrivare alla decisione del rinvio a giudizio oppure del proscioglimento dei trenta indagati bisognerà attendere almeno fino alla fine dell’autunno. Devono essere sentite altre parti civili prima di chiudere il dibattimento e dare modo al sostituto procuratore e alle difese di trarre le loro conclusioni. Il grosso del lavoro però deve ancora essere fatto e cioè depositare le intercettazioni telefoniche e ambientali che sono state affidate a due periti per la trascrizione. Le consulenti hanno chiesto altro tempo per completare il loro lavoro e prima della fine dell’estate non ci potranno esaminare. Insomma ci vorranno mesi prima di capire se la tesi della procura passerà oppure no.
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