Italia
Appello bis, pena ridotta ad Adil Amroui
L’italo marocchino era accusato di aver partecipato all’uccisione di Fruzzetti. Per i giudici fu una rissa: da 10 a 3 anni
MASSA. La sentenza è clamorosa, anche se in parte l’epilogo era già scritto: la pena Adil Amroui è stata ridotta da 10 anni a tre anni e 4 mesi. La decisione è stata presa dalla corte di appello di Milano, a cui la cassazione aveva inviato gli atti l’estate scorsa, chiedendo di riformulare la sentenza pronunciata dalla corte di appello di Genova (che confermava quanto già stabilito dal tribunale di Massa). Per i giudici lombardi (e per la cassazione) Amroui non ha partecipato all’omicidio di Andrea Fruzzetti (freddato la notte di Natale 2013 da una serie di coltellate sferrate da Andrea Mazzi) perché il reato contestato deve essere derubricato in rissa. Da qui la riduzione della pena. Anche se il collegio non ha indicato le altre persone che hanno partecipato. Da qui la possibilità di una ulteriore impugnazione del legale del giovane italomarocchino, l’avvocato Giorgio Zunino. Ma prima bisogna attendere le motivazioni della sentenza, che verranno depositate entro sessanta giorni.
Milano ha recepito quanto avevano stabilito a luglio 2017 i supremi giudici: «Adil non sapeva che il killer avesse un’arma con sé e quindi non poteva prevedere che la usasse per colpire a morte Andrea Fruzzetti (per la morte di Enrico Baria invece non era stato ritenuto responsabile)», hanno scritto i magistrati. Tenendo conto di questo elemento, dato che nelle motivazioni né Massa (il gip Ermanno De Mattia) in primo grado, né il collegio della corte di appello di Genova, capoluogo distrettuale, in secondo grado, hanno spiegato perché hanno dato il concorso nell’omicidio. Così è toccato a Milano dire la parola definitiva (ma quasi certamente si dovrà tornare in cassazione) sulla vicenda, perché Genova ha una sola sezione di corte di appello ed era quella che aveva già giudicato l’imputato.
Adil era sottoposto a restrizioni della libertà (l’obbligo di restare a casa nelle ore notturne e di non allontanarsi per nessun motivo dal Comune di Massa), che sono decadute. Non solo: in pratica il giovane ha già scontato per intero la pena e quindi ha pagato il suo debito con la giustizia. Dopo il duplice omicidio il suo comportamento è diventato irreprensibile e adesso ha soltanto voglia di cambiare vita. Resta da capire se si tornerà davanti alla suprema corte, non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza. Anche perché in teoria gli atti potrebbero tornare a Massa per chiedere uno stralcio e un supplemento di indagine alla procura per individuare chi ha partecipato alla rissa con Amroui. Nomi conosciuti, di persone che hanno testimoniato al processo che ha visto condannare Mazzi per il duplice delitto della notte di Natale. (d.d.)
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