Meteo
Va in escursione: scivola e cade per cinquanta metri
L’uomo è stato soccorso dal Pegaso e trasportato a Cisanello. Ha un forte trauma cranico ma non è in pericolo di vita
MASSA. Doveva essere una tranquilla escursione domenicale, senza alcun pericolo e senza alcuna difficoltà. Invece il gruppo di quattro amici, mentre stava percorrendo il sentiero 37 che da Forno si dirige verso la foce di Navola (a quasi 1.300 metri), nella valle di Vinca, intorno a mezzogiorno e mezza si è dovuto fermare. Uno di loro è caduto e per quasi cinquanta metri è ruzzolato a valle. Nella caduta ha riportato diversi traumi ed escoriazioni. Tanto da restare immobile mnel canalone, con gli amici che non potevano aiutarlo perché il rischio per loro era di non riuscire più a risalire. Così è stato allertato il 118 e soprattutto il soccorso alpino.
È stato Pegaso ad alzarsi in volo, nonostante le condizioni meteo fossero al limite della sicurezza. L’elisoccorso è riuscito a raggiungere il ferito e a issarlo a bordo con il verricello. E con il Pegaso è stato portato al Cisanello, perché il trauma cranico doveva essere controllato accuratamente per essere sicuri che lo stato soporoso del paziente non fosse nulla di preoccupante. I medici hanno escluso complicazioni, anche se hanno tenuto l’uomo, un massese, in osservazione per tutta la notte.
Non si è capito bene come l’escursionista sia finito a valle. In quel punto, all’altezza del rifugio Giovanni Pisano del Cai di Pisa, il sentiero, che inizialmente si snoda su una vecchia via di lizza, è caratterizzato da una forte pendenza. Forse è questo che ha fatto perdere l’equilibrio all’escursionista. Oppure un tratto ha ceduto risucchiando l’uomo verso il basso. Fatto sta che chi era con lui lo ha visto volare giù, rimbalzando sulle rocce, all’improvviso. Istanti che gli altri tre del gruppo hanno vissuto con il fiato in gola. Hanno tirato un sospiro solo quando l’amico si è fermato su un terrapieno e ha mosso le gambe urlando per il dolore. Era il segno che era vivo. Anche perché cadendo in quel modo ha rischiato davvero di ferirsi mortalmente alla testa.
Quelli del soccorso alpino si erano già messi in cammino per raggiungere la vallata, ma sono stati fermati da altri volontari che avevano raggiunto il rifugio con la jeep. E sono stati questi ultimi ad assistere alle operazioni di recupero con il verricello. E a parlare con il paziente prima che venisse trasferito a Cisanello. Nonostante tutto era lucido e ricordava esattamente quello che era capitato. Anche se pure lui non riusciva a spiegarsi la caduta. Si tratta di una persona esperta della montagna e la camminata che lui e gli altri tre avevano scelto era davvero facile. L’intervento ha richiesto più di un’ora di tempo, ma alla fine si è concluso senza problemi. Nonostante a milletrecento metri il tempo stesse volgendo al brutto.
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