Il Tirreno

Una voragine in via Bassagrande aiuole a pezzi in via Lunense

di Irene Rubino
Una voragine in via Bassagrande aiuole a pezzi in via Lunense

A Marina fra segnaletica cancellata e condizioni del manto stradale pericolose per auto e pedoni Emergenze anche alla Covetta di Avenza: alberi secchi, erba incolta e pali accartocciati a terra

3 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI CARRARA. Proseguiamo il viaggio de Il Tirreno nei luoghi simbolo del degrado urbano. L'incuria non risparmia nemmeno le aree adiacenti alle scuole: a Marina di Carrara, in via Lunense, all’altezza del liceo linguistico Montessori e a breve distanza dalla scuola dell’infanzia la linea di mezzeria è punteggiata dalle buche. L’erba ha coperto il passaggio pedonale al punto da rendere impossibile il transito ai pedoni: un amaro paradosso. Le strisce pedonali che dovrebbero essere percorse dai bambini sono diventate quasi invisibili: sono cancellate a partire dal centro della carreggiata. Nel punto in cui via Lunense diventa via Bigioni, all’incrocio con via Bassagrande, troviamo di nuovo un attraversamento pedonale con la segnaletica orizzontale cancellata a metà. All’incrocio si erge un palo elettrico crepato in più punti, tenuto insieme da una serie di fascette stringicavo. Al palo è affissa una cassetta arrugginita che ha al suo interno al contatore. Lo sportello, naturalmente, è aperto. Proseguiamo su via Bassagrande. Proprio dopo l’incrocio con via G. Baratta, all’altezza del numero 12 ma su lato mare, si è spalancata una voragine di circa 30 centimetri per 30 e 40 di profondità. L’asfalto è sospeso nel vuoto: al di sotto s’intravvede infatti una cavità più ampia. «Ho segnalato il problema alla municipale alcuni giorni fa» spiega l’ex consigliere dei cittadini Flavio Franciosi. Non si vede nemmeno la segnaletica temporanea. In via Giovanni Baratta, lato Sarzana, l’erba incolta si estende dall’incrocio con via Bassagrande a quello con via Zamenhof. In fondo, dove la strada curva di 90 gradi, si trova uno spartitraffico completamente abbandonato; qui l’erba incolta avrà raggiunto l’altezza di un metro. «Il progetto originario, antecedente all’amministrazione Zubbani – spiega Franciosi – prevedeva che via Bulderini venisse collegata con via Bigioni e via Lucca con via Baratta. Per questo è stato realizzato lo spartitraffico, poi dimenticato. Ora viene utilizzato dai residenti come un parcheggio». Il tour procede ad Avenza. Davanti alla Chiesa della SS Mediatrice della Covetta, in via Villafranca, gli alberi che dovrebbero abbellire il marciapiede sono secchi e l’erba è incolta. Sullo spartitraffico tra le due carreggiate c’è un palo accartocciato al suolo. Raggiungiamo via Casola: all’altezza della Coop, il bidone per la raccolta degli indumenti usati che è strapieno. I vestiti donati dai cittadini per beneficienza giacciono a terra abbandonati.

A Marina si chiude il tour del degrado. Nel parcheggio compreso fra via Lunense, via capitan Fiorillo e via Werther Muttini, vicino al Montessori-Repetti. Qui la pavimentazione del marciapiede è saltata e le radici affioranti dei pini marittimi hanno deformato l’asfalto dei parcheggi. Nel giardino c’è un cestino per la raccolta dei rifiuti pieno fino all’orlo. «Giovedì, quando c’è il mercato coperto, il parcheggio si riempie di parcheggiatori abusivi» spiega Franciosi. Su viale Monzoni. All’altezza del numero 21E c’è uno spazio verde rimasto incolto: «Questo è un parco pubblico – dice l’ex consigliere – ma non viene curato». Sempre su via Monzoni, una cabina elettrica costruita nel bel mezzo del marciapiede tenuta chiusa dalle fascette stringicavo e sorretta da un profilato in acciaio dall’aria pericolosa. A misura di bambino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera