Il Tirreno

Via libera alle ex colonie e ai frazionamenti

Cosa cambia: le nuove norme centrate sulla limitazione del consumo di suolo e sulla sicurezza idraulica

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MASSA. Il Regolamento urbanistico è l’insieme di norme che, in armonia con il Piano Strutturale, definiscono zona per zona che cosa si potrà fare in termini di servizi, ristrutturazioni, nuove edificazioni, opere pubbliche, nel territorio di Massa. L’ultimo piano risale al 1980, 38 anni fa ed era pensato per 110 mila abitanti (Massa oggi ne ha poco meno di 70mila). Quello appena varato è tarato su un concetto più light di sviluppo. Ma che cosa cambierà con questo nuovo strumento urbanistico?

Intanto, per effetto di nuove norme regionali soprattutto, ci saranno vincoli strettissimi legati al rischio idraulico. Ci saranno, cioè intere zone del comune in cui non si potrà costruire neanche una capanna. Perchè classificate come zone a rischio frane o esondazioni. I Regolamento, dunque, dovrebbe consegnare una città più sicura ai massesi e ai suoi figli.

Poi, la questione del consumo di suolo. Il territorio massese (come il resto d’Italia) è troppo e male urbanizzato. Dunque, poche previsioni di nuove abitazioni, stabilimenti, capannoni o centri commerciali (che, comunque, sono contemplati in volumetrie definite), e tanti incentivi al recupero e alla ristrutturazione dell’esistente. Saranno inoltre possibili frazionamenti di abitazioni: «In pratica i cittadini non dovranno più avere il problema di costruire una nuova casa per il figlio- aveva spiegato Volpi- ma potranno ricavarla dall'immobile che già posseggono».

Il Regolamento punta, inoltre, a rilanciare tutta la zona delle ex colonie marine alla Partaccia. Una questione annosa, questa, risolta concedendo ai proprietari delle srtutture la possibilità di realizzare fino al 25% di spazi destinati al residenziale (senza creare nuove volumetrie, però) allo scopo di incentivare gli investimenti sulla ricettività turistica.

Sulla zona industriale, il Regolamento urbanistico prevede una sostanziosa quota di nuova edificazione , ribadisce la vocazione manifatturiera delle aree ma introduce anche nuove regole per quanto riguarda la destinazione d’uso di fabbricati ad uso artigianale e commerciale.



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