Il Tirreno

Pignone: in crescita del 10% il lavoro per le ditte esterne

Il colosso Bhge fa il punto sui siti di Massa e Avenza: «Oltre 1.400 occupati previsioni ottimistiche per l’indotto». E con Piombino “complementarietà”

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MASSA CARRARA. Assumiamo, investiamo, ma sulle ditte di sub-appalto abbiamo scarsi strumenti per intervenire. E sulla “competizione” fra Carrara e Piombino, diciamo subito che tra i due centri c’è complementarietà. Parla Baker Huges-Nuovo Pignone e risponde ai sindacati e a quelle parti politiche che hanno e stanno sollevando preoccupazioni sulla tenuta occupazionale all’interno dei siti apuani del colosso ex Ge. Preoccupazioni accese soprattutto dai licenziamenti annunciati in alcune aziende dell’indotto. Ma come, la multinazionale ha commesse in tutto il mondo, si chiedono straordinari, aumentano i ritmi di produzione e poi si mandano a casa i lavoratori? Questa la domanda che circola da tempo e a cui Baker Huges qui risponde.

L’occupazione. «Quando l’azienda ha annunciato l’avvio del progetto Galileo – spiegano dalla multinazionale – è stato comunicato che sarebbero state coinvolte nel programma fino a 500 figure altamente qualificate provenienti sia da Baker-Nuovo Pignone, sia dal mondo accademico, della ricerca e delle piccole medie imprese. Non si tratta quindi di nuove assunzioni, ma di una stima del numero di soggetti impegnati nel Programma». Il piano assunzioni – invece - come è scritto nell’addendum del protocollo di intesa del febbraio 2017 firmato da Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Toscana e Bhge, ha numeri più “piccoli”. Nello specifico: il gruppo fino al 2022 si impegna ad aumentare di 60 unità i dipendenti a tempo indeterminato sul territorio toscano; a garantire 8 milioni di euro di commesse o forniture alle imprese toscane, ad attivare 100 tirocini, cioè 20 tirocini all'anno; a coinvolgere 200/ 250 studenti toscani in alternanza scuola lavoro, cioè 40-50 ogni anno; a promuovere, il distacco dei dirigenti del gruppo presso le imprese dell'indotto per valorizzare le qualità manageriali delle Pmi per la realizzazione di progetti Industria 4.0. Il gruppo G&E, vale ricordarlo aveva, già nei tre anni precedenti all’avvio effettivo del Programma Galileo, aumentato il personale sul territorio nazionale di circa 200 unità.

Le ricadute. Bhge Nuovo Pignone ha generato solo in Toscana, lo sostiene la stessa azienda, «una ricaduta del valore di oltre 8 milioni di euro relativa esclusivamente ai progetti del Programma Galileo ed inoltre ha generato attività di ricerca per il valore di oltre 800mila euro presso le università con cui collabora. Sempre nello stesso anno sono state coinvolte oltre 50 persone tra ricercatori, assegnisti, borsisti, etc in attività di ricerca legate al business dell’azienda».

La questione indotto. Nuovo Pignone «pur non potendo entrare nella gestione industriale dei suoi fornitori, è al corrente di due vicende all’interno delle ditte del subappalto degli stabilimenti di Massa e Avenza. Nonostante l’andamento del mercato dell’oil & gas rimanga sfidante a livello globale e in un contesto generale di attenzione ai costi, Bhge ha conseguito nel primo trimestre 2018 risultati economici solidi in termini di crescita degli ordini. La situazione generale vede un aumento del carico di lavoro sulle ditte esterne nel territorio nazionale pari al 8-10% nel 2018 per le attività dirette quali lavorazioni meccaniche, montaggi, saldatura, packagizzazione elettrica e meccanica.

1.400 al lavoro. Attualmente, a Massa e ad Avenza, Bhge occupa oltre 1.400 persone tra occupazione diretta e indiretta. Ma vi sono, spiega l’azienda, «oscillazioni che dipendono dai carichi di lavoro e dalle dinamiche dei cicli produttivi». Per questo motivo, «l’azienda guarda al livello occupazionale complessivo dei due siti, in quanto ci sono sempre sinergie. Insieme ai partner locali e grazie al contributo di Regione e al sostegno delle istituzioni locali, Bhge- Nuovo Pignone ha portato avanti in questi anni numerosi investimenti e progetti di sviluppo nell’area apuana, in aggiunta al Programma Galileo: dagli investimenti per l’espansione del cantiere di Avenza (32 milioni di euro dal 2011 ad oggi) ai più recenti come la nuova linea di produzione Industria 4.0 a Massa (12 milioni di euro di investimento complessivo) e il progetto formativo allo yard di Avenza in collaborazione con le aziende dell’indotto che si è concluso nel 2017 con l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i 90 partecipanti.

Ditte monitorate. Nuovo Pignone afferma di «monitorare regolarmente la situazione degli appalti, sia con i propri fornitori che con le parti sociali e rinnova il suo impegno per garantire le migliori condizioni lungo tutta la filiera. Un impegno che comincia dalle procedure di selezione, qualifica e monitoraggio dei fornitori secondo quanto descritto nel proprio Codice Etico. Auspica quindi una risoluzione della questione che possa soddisfare tutte le parti coinvolte, nell’interesse della tutela dei lavoratori e delle positive relazioni con le aziende del proprio indotto, anche a garanzia di continuità del proprio business».

La questione Piombino. «Abbiamo interesse a investire nell’area del porto di Piombino con un cantiere di assemblaggio di moduli industriali per l’industria del petrolio e del gas su un’area di circa 200mila metri quadrati», dice Bhge. Piombino sarà dunque «una valida opportunità per sviluppare nuove tecnologie, sempre più avanzate o per utilizzi diversi rispetto a quanto sviluppato nel cantiere di Avenza». Sotto le Apuane, infatti vengono assemblati moduli per generazione di energia elettrica- che servono a fornire elettricità agli impianti dei clienti. A Piombino, invece, si prevede di assemblare moduli per la compressione del gas. Tra Piombino e Avenza, conclude dunque Bhge c’è «un’efficiente complementarietà». c.f.

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