Il Tirreno

denuncia della fiom cgiL: chi governa la città si assuma la responsabilità di reagire 

Castelli: Nca non reintegra il lavoratore, nonostante la sentenza

CARRARA. Il segretario provinciale della Fiom Cgil, Alessio Castelli, attacca Nca e il suo patron Giovanni Costantino. «Un Giudice della Repubblica italiana gli ha imposto la reintegra di uno dei...

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CARRARA. Il segretario provinciale della Fiom Cgil, Alessio Castelli, attacca Nca e il suo patron Giovanni Costantino. «Un Giudice della Repubblica italiana gli ha imposto la reintegra di uno dei lavoratori licenziati ingiustamente e il pagamento del risarcimento del danno, ma il patron di Nca, che nel frattempo è stato scelto come modello per Coordinare della commissione nautica di Confindustria Toscana Nord, vuole stupire ancora tutti, non reintegra il lavoratore, fregandosene della legge Italiana, dimostrando nei fatti che dentro a Nca sia un’altra la legislazione vigente. Per questo mi domando quanto ancora un cittadino onesto si possa inorgoglire di essere Italiano, chi paga le tasse, chi rispetta le leggi; il lavoratore che viene sanzionato se ritarda o non si presenta al lavoro, quanto riesce ad essere orgoglioso di dire “sono un Italiano”. Si può ancora evadere la domanda dicendo la colpa è del sindacato che non tutela chi lavora, ma la verità la conoscono anche coloro che riescono a mentire a se stessi, il potere economico domina il potere politico, e nonostante a Carrara al Governo cittadino siano giunti i Paladini della legalità, tutto tace; il silenzio domina sull’onestà, molti chiudono gli occhi per vivere verità di comodo, ma la realtà è che non esiste democrazia davanti al capitale».

Prosegue: «E allora mi domando, ma quale resistenza, ma quale democrazia. Custodiamo, di fronte a certe situazioni, un popolo come quello apuano che ha pagato col sangue la libertà. Quale memoria conserva se non sa imporre la legge a chi viene a prendere ricchezza sul territorio. La mia non è retorica o demagogia - aggiunge - è la paura di dover perdere l’orgoglio di una terra che amo profondamente e che personalmente non accetterò mai di veder sottomessa a nuovi padroni. Se la democrazia tace, il Popolo la riaffermi. Chiedo apertamente a chi governa la città di assumersi la responsabilità di reagire, o semplicemente a me sembrerà complice!», conclude Castelli.

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