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Approvato il Regolamento urbanistico
Nella notte (alle 4,58) il voto finale in consiglio comunale, dopo 38 anni. Ma in quattro lasciano il Pd e Ofretti esce dagli Arancioni
MASSA. Sono le 4.58 del mattino quando il display elettronico si accende per l’ultima volta: “Votazione chiusa”, favorevoli 20, contrari: nessuno astenuti: uno. Approvato. Il Regolamento urbanistico è pronto. Dopo 38 anni la città ha uno strumento di pianificazione urbanistica nuovo. Un risultato storico. Anche se, va detto, il percorso non è ancora finito: le “tavole della legge” dell’urbanistica saranno ora messe in bella copia – si dice “riallineamento” – dai tecnici del Comune e poi inviate alla Regione che dovrà valutarne la coerenza con il Piano paesaggistico e con le altre normative sovra-comunali. Quindi, il Regolamento tornerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Tutte cose che si faranno dopo le elezioni. Ma il lavoro “vero” è terminato. E la prossima maggioranza, di qualsiasi colore sarà, non potrà più modificare il Regolamento. Se vorrà farlo, dovrà non approvarlo. E, quindi, ripartire da zero. Il che è difficile anche da pensare.
È dunque tempo di festeggiare per l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Volpi e dalla sua maggioranza in aula, per avere raggiunto un risultato di grande importanza per il futuro della città, un risultato senz’altro spendibile anche in chiave elettorale. E infatti al termine della riunione fiume finale, iniziata nel pomeriggio di venerdì, si è festeggiato con bomboloni appena sfornati. La maratona in consiglio terminata poco prima dell’alba di ieri la maratona ha segnato dei “tempi di percorrenza” degli atleti, leggi i consiglieri comunali, sbalorditivi: l’iter dell’esame delle osservazioni era iniziato a gennaio ed è andato avanti al rallentatore e tra mille rinvii (per mancanza di numero legale) e rallentamenti (per disucussioni interminabili su singoli punti), fino al giorno dell’accordo sulle primarie. Per subire da lì in poi un’accelerazione impressionante. A febbraio erano state esaminate 750 osservazioni sulle 1.622 presentate. A fine marzo si era ancora a quota 900 osservazioni evase. Nelle ultime due settimane, grazie anche alle sedute notturne, il rush ha portato a licenziare quasi 600 osservazioni. A “dopare” i consiglieri (in senso metaforico) l’accordo politico raggiunto nel centrosinistra: tutti con Volpi e tutti pancia a terra per l’approvazione del Regolamento.
Ma la battaglia sull’urbanistica - e qui viriamo sulla metafora militare - ha lasciato sul campo alcune vittime. Dina Dell’Ertole, Graziella Lazzerini e Daniele Carmassi hanno lasciato il Pd. E Andrea Ofretti lascia gli Arancioni. Lo hanno annunciato nel corso della seduta fiume della notte scorsa. Da tempo molto critici sul Regolamento, in dissidio con i loro partiti sull’appoggio a Volpi, andranno nel gruppo misto in questo ultimo spezzone di legislatura e dalle parti della lista di Sergio Menchini in vista delle elezioni.
Viceversa, l’approvazione del Regolamento è il risultato del ricompattamento del centrosinistra in vista delle elezioni con l’appoggio al Volpi bis sancito dalle primarie. Nella trincea del consiglio, nelle ultime sedute fiume, hanno semper votato compatti e garantito il numero legale Eleonora Biancolini. Luigi Turri, Rosanna Liggio, Luca Anghelè, Thomas Lazzarotti, Giovanni Giusti, Stefano Alberti, Fabrizio Panesi del Pd; Sabrina Bertelloni di Mdp. Ma ha dato il suo appoggio anche il consigliere regionale Giacomo Bugliani, per un certo periodo indicato come un anti Volpi. E determinanti sono stati i voti di Loreno Vivoli di Sel, del candidato sconfitto alle primarie Simone Ortori, degli Arancioni Fabrizio Brizzi e Silvia Francini, di Giogio Raffi, di Agostino Incoronato dell’Udc assieme a quelli del presidente del consiglio Domenico Ceccotti e dello stesso sindaco. Si è astenuta, invece (è stata l’unica) Elena Fruzzetti.
Da mesi, fuori dal palazzo, c’era un coro che chiedeva l’approvazione del Regolamento urbanistico: dalla Camera di Commercio a Cna e Confartigianato, dai sindacati ai titolari delle ex colonie, tutti a ripetere che quello strumento urbanistico era (è) necessario per fare ripartire l’edilizia e l’economia cittadina, per regolare lo sviluppo del territorio, per dare risposte a progetti imprenditoriali. In tanti però, sostenevano (e sostengono) che questo Regolamento è lacunoso e da cambiare. Ora, comunque, si volta pagina.
Claudio Figaia
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