Il presidio
«Spiagge libere, situazione disastrosa»
Lapucci (Forza Italia) punta il dito contro l’amministrazione: servizi chiusi e degrado, i turisti scappano
MARINA DI CARRARA. La stagione balneare è alle porte, ma il futuro delle spiagge libere è ancora incerto. A segnalarlo è Lorenzo Lapucci, consigliere di Forza Italia: «L’amministrazione non ha ancora reso noto come verranno gestite le tre spiagge in concessione al Comune per l’imminente stagione balneare. È obbligo chiedere se verrà confermata la gestione ad Amia come nell’estate passata. Eventuali novità avrebbero dovuto essere programmate da tempo».
Sulle pagine de Il Tirreno era stata segnalata la chiusura dei bagni e l’assenza di qualsivoglia tipo di servizio sulle spiagge libere in occasione delle recenti festività. Eppure il 25 Aprile e il 1° Maggio le spiagge erano affollate: «I villeggianti arrivati a Carrara nei giorni trascorsi hanno dovuto constatare la mancanza dei servizi di base – scrive Lapucci – di una città che dovrebbe puntare sul turismo. Eppure l’amministrazione De Pasquale ha affermato nelle proprie linee programmatiche che «Carrara ha elementi sufficienti per poter parlare di un’innata vocazione turistica». Il consigliere punta il dito contro spiagge prive dei servizi igienici a norma di legge: «La struttura dei bagni pubblici sulla spiaggia libera dell’“idrovora” (o “Rotonda”, ndr), è agghiacciante come impatto visivo, e il fatto che non sia ancora agibile fa da corollario ad una situazione disastrosa». Qualche anno fa era stata ventilata la possibilità di allestire spiagge libere attrezzate, poi accantonata. Lapucci chiede: «I 5 stelle hanno intenzione di realizzarle, con la possibilità di affittare l’ombrellone e con dei punti bar/ristoro (come previsto in un progetto di qualche anno fa, poi naufragato per le note vicende giudiziarie ancora in corso), oppure intendono perseverare nella gestione minimalistica dell’arenile?» Gli esempi di spiagge libere in Toscana non mancano: si pensi a Follonica, Tirrenia, Forte dei marmi. C’è poi la questione dei varchi di soccorso: dei quattro previsti ne sono stato realizzati solo tre. L’unico che presenti la larghezza adeguata, 3 metri, è quello tra le due colonie in località Fossa Maestra, che però manca di autobloccanti. «Chiedo cosa abbiano deciso di fare ‘l’assessore al turismo Federica Forti e quello ai lavori pubblici Andrea Raggi – prosegue Lapucci – per consentire ai mezzi di soccorso di poter accedere all'arenile, e in particolare se saranno previste le idonee attrezzature per l' accesso al mare in aiuto alle persone portatrici di disabilità». Lapucci esprime il suo rammarico per il potenziale sprecato: «La cosa certa è che per quest’anno si è persa un’occasione di cambiamento che avrebbe portato dei benefici al territorio e degli introiti alle casse comunali».
Irene Rubino
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