Il presidio
«Porto, i conti così non tornano»
L’appello alle istituzioni: i posti di lavoro devono essere salvati
CARRARA. Prima l’annuncio dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo - di 35 dipendenti - da parte della Porto spa, come provvedimento necessario a seguito della “perdita” della banchina Taliercio.
Poi la linea dura del sindacato, a tutela dell’occupazione, e il primo incontro, «interlocutorio»- così lo hanno definito i confederali - al tavolo delle trattative che sarà riaggiornato nei prossimi giorni.
Una situazione ancora tutta da chiarire su cui adesso interviene, con una nota stampa firmata dal segretario Marco Alibani, il circolo di Rifondaizone comunista Alfo Maggiani.
«Apprendiamo dalla stampa che i licenziamenti minacciati dalla Porto S.p.a sono diventati realtà - si legge nella nota - le lettere di revoca del rapporto sono cominciate ad arrivare ai Lavoratori. E tutto questo perché la Porto Spa ha perso l’assegnazione delle banchine, per la prima volta messe a gara, a favore della ditta Dario Perioli di La Spezia».
«Ma le istituzioni presenti al tavolo Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio ecc.ecc. ( meno i rappresentanti dei lavoratori, ovviamente, che nella Riforma qualcuno ha eliminato dal tavolo, vero Del Rio?) cosa erano a fare in tutto questo tempo? - si chiede il segretario del circolo Maggiani - L’obbiettivo principale delle Commissioni, dei Consigli e delle Istituzioni in genere quando si assegnano spazi pubblici tramite gara di appalto, dovrebbe essere la tutela dei posti di lavoro e se ciò non avviene i principali responsabili sono loro».
«Questi industriali - prosegue la nota - che si presentano come liberisti difensori del libero mercato, in realtà vivono l’impresa come un totale monopolio sia chi vince la gara(quella dell’Authority ndc), decidendo da solo quanti lavoratori deve assumere, sia chi la gara la perde, minacciando i licenziamenti quasi come una forma di ricatto».
«E in tutta sincerità il “dolore” manifestato dal dottor Paolo Dello Iacono (nella intervista su Il Tirreno ndc) non è sufficiente a “far mettere su la pentola” ai lavoratori ed alle proprie famiglie» continua Alibani.
« Come circolo territoriale di Rifondazione Comunista- si chiude quindi la nota - invitiamo i lavoratori a restare uniti per difendere i posti di lavoro ed i loro diritti, alle forze sindacali, sociali ed istituzionali ad aprire una vertenza in modo che nessun posto di Lavoro vada perduto».
Insomma un appello a salvaguardare l’occupazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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