Il Tirreno

«America innamorata del nostro marmo»

di Luca Barbieri
«America innamorata del nostro marmo»

Lucchetti (Confindustria): la qualità e la tecnologia dei nostri materiali possono battere la concorrenza delle pietre artificiali

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CARRARA. Futuro e prospettive del lapideo apuano nel mercato statunitense devono far rima con le parole qualità, tecnologia e ricerca per far fronte alla «pericolosa e importante concorrenza dei «marmi artificiali». È questo il pensiero che arriva da Erich Lucchetti (vicepresidente vicario di Confindustria Livorno Massa Carrara) durante il convegno di ieri pomeriggio “Start up di imprese e investimenti negli Usa” nella sede della Camera di Commercio apuana. Un incontro organizzato per la prima visita ufficiale a Carrara del console generale degli Stati Uniti a Firenze Benjamin V. Wohlauer. E così dopo i saluti del presidente dell’ente camerale Dino Sodini, quelli del sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e del presidente della provincia Gianni Lorenzetti, la parola è passata ai relatori tra cui, appunto, Lucchetti. «Vi parlo come operatore negli Usa – ha cominciato – che ci lavora da più di trent’anni, esportando materiali che in parte provengono dalle cave del nostro comprensorio. Gli Usa rappresentano da sempre per il lapideo il mercato principale che in valore ha il peso più importante. Canova fece la statua di George Washington con il marmo di Carrara: ciò, oltre a renderci orgogliosi, ci fa capire quanto siano apprezzati i nostri materiali». Ma, ha fatto notare, stiamo assistendo a «una tendenza: una riduzione nell’utilizzo della pietra naturale, non solo dei marmi italiani». Questo «perché stiamo subendo una concorrenza pericolosa e importante dai marmi artificiali che copiano, replicano, i nostri materiali con particolari tecnologie che hanno caratteristiche meccaniche superiori alle nostre (non si macchiano, per esempio)», ha spiegato. E allora ecco spiegata, ha continuato, la flessione dell’export lapideo «mondiale» negli Stati Uniti. «Basti pensare che nel 2007-2008 le importazioni dalla Cina, che comunque non è il produttore principale, di questi materiali si aggiravano attorno a 8 milioni; oggi sono diventati 430 milioni di dollari». E allora qual è la direzione futura? «Bisogna cercare di recuperare, senz’altro esaltare la pietra naturale e fare una comunicazione efficace. Qui mi riaggancio al marchio: uno strumento che potrebbe favorire. Detto questo in Usa il mercato è molto efficiente, o hai il prezzo e il prodotto giusto o è difficile vendere. Ci vogliono materiali top: vanno bene ad esempio i nostri marmi bianchi, di alta qualità. Noi italiani – ha concluso quindi Lucchetti – siamo considerati produttori di alto livello: dobbiamo mantenere certi livelli come tipologia e anche come lavorazioni, per questo bisogna puntare su qualità, ricerca, tecnologia e rapporto personale». E a quantificare e a tradurre in numeri e percentuali l’importanza del mercato statunitense ci ha pensato inoltre Massimo Marcesini dell’Isr provinciale. Numeri, quelli dell’export, in cui il mercato Usa incide per il 18, 8 per cento (2017); un dato in calo rispetto al 2016 (oltre il 33 per cento), meglio però del 2015 (17, 7 per cento). Un «mercato leader da 320 milioni di euro per l’export 2017» di cui il 48 per cento fa parte della voce marmo e granito e lavorato (154 milioni di euro). Nel mezzo tra i numeri dell’export e l’intervento di Lucchetti, il console che si è concentrato su SelectUSA, un tema anticipato anche durante l’incontro della mattina con il sindaco (articolo a parte). «La priorità è la promozione degli scambi commerciali con le realtà del nostro distretto. Gli Stati Uniti sono in un’importante fase di crescita; c’è fiducia tra i consumatori americani; siamo “open for business” e il momento politico favorisce gli investitori americani e stranieri», il suo commento prima di arrivare a SelectUSA, un’iniziativa, ha spiegato, del Governo Federale proprio per favorire gli investimenti esteri. In chiusura, infine, gli interventi di Giovanni Ricci Armandi e di Brunella Andreoni (MatecAmerica).

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