Italia
Rissa tra madri e figlie in un supermercato, vola una birra: assolte
Una delle donne è finita al pronto soccorso, ma nel corso del processo ha deciso di rimettere la querela
MASSA. L’avvocato difensore lo ha definito un “cat fight”. Espressione inglese, in verità dal retrogusto sessista, per indicare una lotta tra donne con graffi e calci, con tanto strepito e pochi danni. Forse un po’ poco per descrivere la rissa in un supermercato che ha portato quattro donne, due figlie e due madri, in tribunale, ma abbastanza per fare optare la giudice Alice Serra per l’assoluzione.
L’episodio risale al 2016, quando per motivi non chiarissimi le due generazioni si ritrovarono a fronteggiarsi dentro a un discount.
Le prime urla le avvertirono i commessi alle casse, senza riuscire però a inquadrare con precisione cosa stava succedendo. Secondo un testimone oculare l’alterco è partito tra le due figlie. Ma in pochi istanti si è allargato anche alle madri.
Di sicuro in poco tempo si è passati dalle parole ai fatti. E avendo a disposizioni diversi scaffali di roba da utilizzare, non ci si è limitati a braccia e gambe come strumenti d’attacco. Tanto che una birra, scagliata contro una delle donne più giovani, arriva a bersaglio esacerbando ancora gli animi.
Una delle donne finirà poi al pronto soccorso, refertata, ma nel corso del processo deciderà di rimettere la querela. Dunque sia il pm che la difesa saranno concordi per l’inammisibilità del reato di lesioni.
Restava però la questione della rissa, che l’accusa giudicava «inequivocabile». Mentre secondo la difesa e l’avvocato di parte civile, le madri erano intervenute per calmare le figlie, mettendosi in mezzo.
A un certo punto, con mezzo negozio in allarme e lattina di birra già a segno, il direttore del negozio coadiuvato da un commesso si è messo in mezzo, convincendo madri e figlie, in verità ancora riluttanti, a chiudere il ring e uscire nel parcheggio. Dove la polizia ha poi calmato definitivamente gli animi.
Nonostante la richiesta di 300 euro per la rissa, la giudice ha optato per l’assoluzione. (l.r.d)
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