Italia
Rapinavano le prostitute, coppia condannata a 4 anni
PISA. Dopo la condanna di Pistoia è arrivata anche quella pisana. Cinque le rapine a prostitute contestate e ammesse tra la Valdinievole e il Pistoiese. Due quelle avvenute nella zona della Costanza....
PISA. Dopo la condanna di Pistoia è arrivata anche quella pisana. Cinque le rapine a prostitute contestate e ammesse tra la Valdinievole e il Pistoiese. Due quelle avvenute nella zona della Costanza. E anche in quel caso piena confessione.
Davide Parisi, 37 anni, autotrasportatore, residente a Carrara, e la compagna Alexandra Doina Gyorgy, 29enne di nazionalità romena domiciliata a Vecchiano all’epoca dei fatti, sono stati condannati a 4 anni per due rapine a Migliarino ai danni di altrettante prostitute. Il gup Giulio Cesare Cipolletta, in rito abbreviato, ha accolto la richiesta del pm Giancarlo Dominijanni. La coppia era difesa dall’avvocato Roberto Nocent.
Il giudice ha anche autorizzato il trasferimento di Parisi in una comunità di recupero. Il problema della droga, è stata la tesi difensiva, come detonatore di una serie di rapine per le quali i due hanno ammesso subito le proprie responsabilità.
Sono in cella dal maggio 2017. L’avvocato chiederà il riconoscimento della continuazione dei reati per evitare la somma delle due condanne collezionate a Pistoia e ora a Pisa che per Parisi significherebbe sfiorare i 9 anni complessivi.
Secondo l’accusa la tecnica era identica nei sette colpi.
Le vittime, tutte prostitute, venivano avvicinate dall’uomo con la scusa di contrattare una prestazione sessuale. Poi venivano fatte salire in macchina e portate in un luogo isolato. Quindi, con la complicità della compagna, sdraiata sul sedile posteriore, le donne venivano immobilizzate da dietro dalla Gyorgy, rapinate dei soldi nelle borsette e poi spinte con violenza fuori dell’abitacolo.
Uno degli elementi che ha tradito la coppia è stato l’uso della macchina. Una Nissan Micra intestata a Parisi. I bottini sottratti alle vittime più o meno si equivalevano. Dai 100 ai 300 euro. Soldi che servivano ai due per comprare cocaina e alimentare un circolo vizioso che, in assenza di un’occupazione stabile, li aveva portati a procurarsi il denaro ricorrendo al sistema delle rapine ai danni di prostitute. Obiettivi vulnerabili e di immediato realizzo. Ma dopo sette raid, consumati con diverse leggerezze (vedi l’auto di proprietà) le scorribande sono finite con gli arresti dei carabinieri.
Pietro Barghigiani
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