Meteo
Rischia l’estinzione: bando per salvare la pecora massese
MASSA. Per salvaguardare la razza autoctona di pecora massese, originaria di Forno, fino al 15 maggio è possibile partecipare al bando pubblicato dalla Regione per la conservazione di risorse...
MASSA. Per salvaguardare la razza autoctona di pecora massese, originaria di Forno, fino al 15 maggio è possibile partecipare al bando pubblicato dalla Regione per la conservazione di risorse genetiche animali per la salvaguardia della biodiversità. Nonostante i 60.000 esemplari della pecora sparsi fra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, che la rendono numericamente la seconda razza ovina italiana, l’esemplare dal tipico colore nero e talvolta grigiastro, è a rischio estinzione. Dal 2000 al 2010 la pecora massese ha subito un calo della produzione di circa il 40%. E l’allarme di Gianluca Barbieri, responsabile del distretto rurale attività gestionale Massa- Lucca della Regione Toscana, è chiaro: mancano i terreni per poterla allevare. Della necessità di estendere le aree per la produzione agricola della Toscana, in modo da sfavorire gli allevamenti intensivi, il responsabile del distretto ha discusso nell’aula magna dell'istituto alberghiero Giuseppe Minuto di Marina di Massa. “La pecora di razza massese - una risorsa per il territorio” è stato il tema dell'incontro coordinato dal professor Francesco Petacchi, che ha illustrato agli studenti presenti i valori nutrizionali dei prodotti ovini: latte, formaggio e ricotta. E a “raccontare” i sapori locali che derivano da questo splendido e talvolta emarginato esemplare c’erano i piatti curati dal professore di cucina dell’istituto, Francesco Del Freo: crepes ai funghi con il pecorino massese, scaloppine alla pizzaiola con lamelline di pecorino stagionato, ricotta salata con nocciole e tartellette con formaggio e miele. Ad aprire l’incontro l’assessore per la promozione del territorio, Elena Mosti, dalla presidente dell'ordine agronomi provincie di Massa Carrara, Lucca e Pisa, Marta Buffoni. Oltre alla pecora di razza massese, il bando della Regione Toscana prevede incentivi economici anche per la salvaguardia dell'asino dell'Amiata, della capra della Garfagnana, della bovina pisana e molti altri esemplari consultabili nel sito internet della Regione. Gli agricoltori del territorio che si occupano di allevare la pecora massese hanno richiesto ufficialmente agli studenti dell'alberghiero di collaborare per realizzare un ricettario unico per diffondere una “sana” cultura della pecora nera. E in programma c’è anche la realizzazione di un marchio che ne garantisca l'originalità. «Non è solo questione di cucinare bene un piatto – ha commentato Gianluca Barbieri – dobbiamo riscoprire la capacità di raccontare un territorio. E magari avvicinare a quel territorio turisti e non».
Camilla Palagi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
