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«Ministro Orlando, mi ascolti»
Una cittadina di 70 anni: «Rischio di restare senza un tetto...»
MASSA. È un vero e proprio appello quello lanciato dalla signora Marcella Marcelli al ministro della giustizia. Una vicenda delicata, la sua, della quale per motivi di riservatezza omettiamo alcuni particolari. In questa missiva, la signora Marcelli in modo amaro ringrazia il ministro Orlando «per non aver risposto alla mia lettera spedita il 28 agosto 2016». Ricorda che per quello che aveva scritto «Non ho avuto una denuncia per quello che ho detto».
In sostanza, la signora Marcelli ritiene di essere vittima di un episodio di cattiva giustizia. «Io per avere giustizia mi sono battuta 15 anni, ho seguito tutta la burocrazia, ho pagato avvocati anche avendo il patrocinio dello Stato»: ma, ad oggi, tutto è stato praticamente inutile, ricorda. E la situazione è destinata a peggiorare: «Mi troverò presto anche senza un tetto sulla testa, ho 70 anni, sono cardiopatica ed ho anche delle patologie invalidanti». Sempre rivolgendosi, con la lettera aperta, al ministro Orlando, «dirà che già parecchie volte ho scritto, questo ha ragione ed allora perché non ha risposto anche solo per una forma di rispetto?».
E aggiunge, sempre con grande amarezza: «Tutto ha un valore “contante” e se non hai i soldi resti un miserabile e devi restare dove ti hanno gettato, nella miseria e nella disperazione. Le ho chiesto di darmi una mano per tamponare le mie esigenze economiche in attesa di un risarcimento danni, danni di tutti i tipi, non li ho chiesti allo stato, ma di aiutarmi».
Come detto, una vicenda umana delicata: la signora Marcelli, attraverso il Tirreno, rende noto il fatto di essersi rivolta al ministro della giustizia, e che auspica che la sua controversia possa essere rivista.
È ben conscia che non è semplice, anche se gira con una copiosa documentazione nella quale, a suo avviso, vi sono tutti gli elementi per riconsiderare la questione che ad oggi non la vede vincitrice.
E conclude: «Mi appellerò anche a Papa Francesco, sperando che almeno lui possa in qualche modo intervenire. Posso sembrare una illusa, e probabilmente lo sono, ma io confido ancora che la giustizia possa riconoscere le mie ragioni e permettere di darmi quanto credo giusto di ricevere».
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