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Da Alberico I al voto di giugno Il sogno a 5 Stelle
Massa Cybea ispira la campagna pentastellata Mencarelli: anche noi faremo una città nuova
MASSA. C’è un filo rosso che si dipana attraverso la storia. Per 461 anni. Un capo nel passato, l’altro nel futuro. Uno fermo al 10 giugno 1557 quando Alberico Cybo Malaspina pose la prima pietra della sua “Massa Nuova”, l’altro proiettato nel futuro imminente. Al prossimo di 10 giugno quando i massesi saranno chiamati a scegliere il sindaco e la loro di “Massa Nuova”.
Corsi e ricorsi storici li avrebbe chiamati Gianbattista Vico, pure coincidenze per qualcuno, segnali per qualcun altro. Certo è che il “gioco” delle date non sfugge ai 5 stelle. Sono loro a stendere quel filo rosso. E se il marchese alberico immaginava una “Massa splendente”, Luana Mencarelli, candidata a sindaco del Movimento, la città la vede «risplendere di luce propria». Non appendice, non periferia della centralissima Firenze, ma «centro culturale in grado di attrarre, con una identità forte e ben delineata». Luana Mencarelli adotta il sogno di Alberico e lo fa suo. Dichiaratamente: «Il 10 giugno fu posta la prima pietra per edificare le mura della città, il 10 giugno i massesi scelgono il sindaco. Il nostro slogan per la campagna elettorale è, non a caso, “Massa rinasci”. Una città nuova». Come quella Cybea. Ma accanto a quello slogan - la candidata pentastellata ci tiene a sottolinearlo - c’è un verbo «non a caso coniugato al plurale: Cambiamo. Perché un sogno di città nuova deve essere sogno collettivo e condiviso, nel segno della partecipazione».
Certo è che tra sogno albericiano di ispirazione storica e governo della città c’è una bella differenza. E quella differenza sta negli obiettivi e nelle azioni per raggiungerli. Idee, progetti, azioni. Concretezza. O - per usare una parola da campagna elettorale - programma. E il programma i 5 Stelle ancora non l’hanno reso pubblico. Lo faranno - parola di Luana Mencarelli - a breve: «È definito ed è in fase di stampa, dovrebbe essere presentato ufficialmente il 9 maggio».
Un programma nato - assicura - da anni di dialogo: «Come lo abbiamo definito? Beh, con quattro anni di incontri nei paesi e nelle frazioni, ascoltando i cittadini, leggendo le loro difficoltà, capendo le loro esigenze». L’ascolto, quindi la creazione di gruppi di lavoro: «Abbiamo individuato grandi aree tematiche e costituito per ciascuna dei gruppi di lavoro. Gruppi - spiega la Mencarelli - che contano sulla presenza di esperti e che sono stati aperti all’esterno. Abbiamo individuato macro argomenti e su quelli ci siamo concentrati». Non proprio e non soltanto quelle che saranno le eventuali deleghe, gli assessorati in caso di vittoria, ma l’immagine di una città diversa e le modalità per disegnarla quella città: «Per esempio - la candidata pentastellata esemplifica il concetto - se quella che vogliamo è una Massa più sana e vivibile, abbiamo delineato tutte le azioni per salute e vivibilità e così anche per altre aree tematiche tra cui quelle di una città più p organizzata». Un programma- parola di Mencarelli - che ha l’obiettivo di «riqualificare la città valorizzando ciò che più la caratterizza e le attribuisce identità».
Qualche indiscrezione sul programma, nei giorni scorsi, i 5 Stelle l’hanno data, annunciando un assessorato ad hoc per decoro e sicurezza e qualche altra indiscrezione arriva oggi. Sul fronte della cultura. Perché se serve identità, serve - per parafrasare la Mencarelli - una gestione coordinata di ciò che quella identità può garantirla: «I monumenti, le opere, gli edifici che danno riconoscibilità a Massa devono essere gestiti da una fondazione pubblica che cerchi finanziamenti, ma sia anche aperta a collaborazioni e sponsorizzazioni private. Penso al Castello, a Villa della Rinchiostra, a Villa Cuturi. Solo la gestione coordinata può favorire un turismo culturale ed evitare che si perdano pezzi importanti di storia». Pezzi che - garantisce la Mencarelli - ci sono: «Ad antona c’è una casa, Casa Piccianti, che è la nostra identità, dai pavimenti ancora in assi di legno, ai camini. Quella casa è un pezzo di storia che non dobbiamo perdere perché -la candidata tira le fila - amministrare significa non trascurare nulla».
Il programma, il territorio, ma la consapevolezza che le vicende nazionali un riflesso sul locale e sul consenso ce l’hanno eccome:«Certo - ammette Luana Mencarelli - che il livello nazionale incide. È difficile comprendere il quadro nazionale, distinguere tra il contratto alla tedesca e il governo sui punti di programma dalle alleanze. Era evidente che la legge elettorale non ci avrebbe consegnato una maggioranza che potesse governare e la posizione dei 5 Stelle è da sempre stata chiara. Se il paese non ha un governo non è responsabilità nostra. Noi responsabilmente ci abbiamo provato».
Il quadro nazionale incerto può segnare, e non poco, l’esito delle amministrative, ma i 5 Stelle «contano su un programma che davvero punta a far rinascere la città». A posare la prima pietra. Come 461 anni fa.
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