Lavacchio, il geologo consegna la super perizia
L’esperto nominato dal tribunale di Genova ha completato il suo lavoro Bellini spiega come sono morti Nara Ricci e il piccolo Mattia. A giugno la sentenza
MASSA. Il geologo Alfonso Bellini, nominato perito del tribunale dal collegio della corte di appello di Genova che dovrà pronunciare la sentenza di secondo grado sulla frana di Lavacchio, ha concluso il suo lavoro. Consegnerà la relazione finale il 2 maggio. Un’udienza che servirà soltanto a quello, tanto che è stato già deciso il rinvio al 7 giugno, quando presumibilmente ci sarà la sentenza. A quanto pare l’esperto cambia le carte in tavola rispetto a quanto aveva detto il suo collega che era stato nominato perito a Massa. Nel senso che ha accolto le eccezioni delle parti civili. Anche se non si possono fare previsioni, non è così scontato che in appello vada a finire come nel primo grado, con l’assoluzione di tutti gli imputati.
Bellini si è preso 90 giorni di tempo per farsi un’idea. E in questi tre mesi è salito in cima alle alture massesi più volte e ha scattato foto e fatto rilievi davanti alla casa dove morirono Nara Ricci e il piccolo Mattia Guadagnucci, il figlio di appena due anni. A distanza di dieci anni il geologo ora dirà se quella disgrazia è stata causata da qualcuno oppure se è stata frutto del caso. In base alle sue conclusioni verranno giudicati Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere (colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade); il libero professionista che ha certificato i lavori, Antonio Cirillo e il titolare della ditta Paolo Busticchi.
Come detto non si sa se questa ennesima consulenza porterà a un esito diverso rispetto a quanto stabilito dal giudice Giovanni Sgambati, che ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, ma consente alle parti civili - Antonio Guadagnucci, vedovo di Nara Ricci e papà del piccolo Mattia, e Michela Guadagnucci, figlia di Nara Ricci e sorella di Mattia - di mettere in discussione un epilogo che aveva lasciato l’amaro in bocca. A Massa c’era stata l’assoluzione grazie alla superperizia del geologo Giovanni Gabriele, nonostante il pubblico ministero Rossella Soffio avesse chiesto complessivamente condanne per 33 anni. La richiesta più pesante l’aveva fatta per Arrighi, nel 2010 dirigente del settore lavori pubblici in Provincia, Alberti, responsabile del servizio strade a palazzo ducale, e Cirillo, il libero professionista che aveva certificato alcuni lavori realizzati sulla via che attraversa Lavacchio: per loro tre, il pm voleva una condanna di 6 anni e un mese. Richiesta di 5 anni, invece, per Rossetti, responsabile provinciale del servizio di costa, e Ballerini, capocantoniere. Per Busticchi, titolare della ditta che ha realizzato i lavori, la richiesta di Soffio era stata di 4 anni e 11 mesi.
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