Meteo
Giubilaro precisa «Chiusura prima dell’avocazione»
Ecco il comunicato del procuratore capo Aldo Giubilaro. «Con riferimento alle recenti dichiarazioni alla stampa del legale di fiducia della onlus “La via dei colori”, secondo cui l’indagine nei...
Ecco il comunicato del procuratore capo Aldo Giubilaro. «Con riferimento alle recenti dichiarazioni alla stampa del legale di fiducia della onlus “La via dei colori”, secondo cui l’indagine nei confronti di insegnanti della scuola d’infanzia di Carrara, si sarebbe chiusa grazie alla istanza di avocazione proposta alla procura generale della repubblica di Genova, rendo noto che la dottoressa Alessandra Conforti, il magistrato di quest’ufficio assegnatario del procedimento, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini il 27.03.2018, ben prima che il 06.04.2018 questa procura venisse a conoscenza della richiesta di avocazione. Non risponde pertanto a verità ed è del tutto priva di fondamento l’affermazione secondo cui la chiusura delle indagini sarebbe merito della richiesta di avocazione le legale dell’associazione rileva peraltro la demagogica superficialità dell’affermazione posto che per loro stessa natura le indagini posso dirsi esaurite solo all’eventuale raggiungimento della prova, con alto margine di certezza, della responsabilità degli indagati, non certo perché proposta una istanza di avocazione. Rende noto ancora che l’esposto che ha dato vita al procedimento è stato depositato presso la procura della repubblica di Genova il 17.03.2017 e che gli accertamenti hanno avuto un andamento più che sollecito, visto che si sono conclusi in un arco di tempo di meno di un anno, anche a non considerare il periodo delle vacanze estive (durante il quale una indagine relativa a fatti che si assumono accaduti all’interno di un istituto scolastico non sono ovviamente possibili): a non considerare le difficoltà di natura tecnica degli accertamenti e la peculiarità del reato in contestazione; reato che presuppone l’accertamento della abitualità e della reiterazione nel tempo delle condotte delittuose».
E Giubilaro «rileva infine l’inappropriatezza di certa qualificazione data all’istituto d’infanzia (“asilo degli orrori”, “asilo lager”) considerato che le condotte illecite, seppure gravi, non possono certamente definirsi da “lager” o da Asilo degli orrori, né sono riferibili alla totalità del personale, docente e non , che opera all’interno della struttura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
