Il Tirreno

Prove di grande intese sul nome di Novoa

di Cristiano Borghini
Prove di grande intese sul nome di Novoa

Il reggente Valettini: «Merito e capacità, sarebbe un ottimo presidente» Su questo nome convergerebbero anche i quattro “ribelli” del centrodestra

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LUNIGIANA. Lo status di avanzamento sulla nomina del nuovo Presidente dell’Unione dei Comuni si sta sviluppando su diversi livelli. Il primo innanzitutto è la volontà di tracciare una linea di dialogo che coinvolga tutti i primi cittadini, per fare in modo che la scelta finale sia davvero l’espressione del territorio, potendo in questa maniera, con l’acquisizione di uno status di elezione plenaria, mettere in campo una politica di sviluppo che possa coinvolgere tutti i comuni che fanno riferimento all’ente, diventando davvero il polo di aggregazione e referente nel dialogo con Stato e Regione tanto auspicato dal giorno della sua creazione.

L’altro livello invece è prettamente burocratico, dipendente dall’esito favorevole della consultazione inoltrata ad Anac ed Anci per quanto riguarda la compatibilità per Claudio Novoa con la carica di Presidente.

Questo spiega l’attesa che si sta creando intorno all’elezione della figura istituzionale, vissuta con un grande spirito di positività di tutte le parti in causa.

L’altro dato che emerge, potente, dall’analisi di questa vicenda politica, consisterebbe nel superamento di quelle resistenze che erano affiorate nelle dichiarazioni pre-voto da parte dei quattro sindaci del centrodestra – Filippo Bellesi, Matteo Mastrini, Pierluigi Belli e Riccardo Ballerini – che in principio avevano messo sul tavolo altre opzioni, ma che con l’esito favorevole si allineerebbero alla volontà della maggioranza convergendo anch’essi sulla figura di Novoa.

L’attuale reggente dell’Unione, Roberto Valettini, dipinge un quadro di grande serenità e dialogo, aggiungendo come Novoa «possa essere un ottimo presidente, per merito e capacità dimostrate in questi anni da amministratore».

«Ora attendiamo solamente il parere di Anac ed Anci – prosegue Valettini – affinchè si possa fugare ogni perplessità. Questo è stato uno scrupolo che ci siamo presi, decidendolo tutti assieme, affinché non vi sia alcuna ombra per quanto riguarda la legittimità della carica, ma soprattutto per riuscire a sviluppare la massima convergenza possibile su questo nome, che credo possa essere votato dalla totalità, o quasi, dei Sindaci che compongono la giunta”. Si tratterebbe di attendere quindici giorni, forse anche meno, per comprendere come si riuscirà sbrogliare il bandolo della matassa, ma questa pausa di riflessione, possiamo chiamarla così, nell’ottica di Valettini era la scelta migliore che si potesse operare. «Forzare i tempi sarebbe stato un errore, passare dall’elezione senza prima il parere di compatibilità da parte degli organi competenti avrebbe generato maggiore confusione. L’intento di tutti, compreso il mio dopo che mi è stato conferito l’onere di presiedere in questa fase di transizione, è riuscire ad costruire un qualcosa che abbia un obiettivo comune. Spero vivamente che non si ripetano le immaturità che si sono mostrate nella precedente elezione, consentendo di creare nuove opportunità per il progresso di questo territorio».

«In fondo il primo ad auspicare che si possa chiudere il prima possibile questa partita sono proprio io. – afferma ironicamente Valettini – Sono stato molto onorato di ricoprire questo ruolo e guidare l’Unione nella scelta di un nuovo Presidente, ma è un’esperienza che ha una sua data di scadenza. E di questo non sono dispiaciuto».

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