Cattelan e Bottura, effetto rockstar in Accademia
Tifo da stadio, pienone e applausi a scena aperta nel giorno che incorona due professori onorari davvero speciali
CARRARA. «Ohhh... ohhh: i nuovi prof dell’Accademia sono Massimo Bottura e Maurizio Cattelan». . Come nelle presentazioni delle rockstar ai concerti. Come nelle incoronazioni dei campioni. Ma non siamo dentro a uno stadio o sul palco di un concerto tanto atteso: siamo nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Lo speaker è il direttore, Luciano Massari. Gli studenti e le autorità (il sindaco Francesco De Pasquale buona parte della giunta e dei consiglieri, il vicepresidente vicario di Confindustria Erich Lucchetti, il direttore Andrea Balestri, il dirigente del commissariato Corrado Mattana e il sottosgretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri e imprenditori del calibro di Bernarda Franchi e Franco Barattini) sono stipati come sardine. Molti si siedono a terra, proprio come ai concerti.
L’arte e la cultura fanno il miracolo e, proprio come sottolinea lo chef dell’Osteria Francescana di Modena (con gli applausi a scena aperti dei ragazzi della sua scuola di alta cucina che sono venuti a Carrara per fare il tifo) «rappresentano la speranza, la nostra scorta di limoni di Sorrento».
Una Carrara così piena di gente, così vibrante non la si vedeva da un pezzo. Ci sono le idee, c’è l’arte che, grazie all’intuizione di Maurizio Cattelan e il suo progetto “Eternity” ha fatto scatenare i ragazzi dell’Accademia.
C’è l’entusiasmo, gli applausi a scena aperta che accolgono lo chef Massimo Bottura. Completo blu, t-shirt bianca e occhiali design: uno chef-intellettuale che parla di bellezza: «è un linguaggio universale e proprio per questo dev’essere accessibile a tutti. Il punto di partenza è la cultura, la cultura, la conoscenza e il senso di responsabilità: questo è il mio messaggio di speranza». Proprio come i limoni di Sorrento: «sono come il sole, una metafora di speranza e noi italiani ne abbiamo una riserva». La cultura e la cucina che per Bottura è stupore: «Sono cresciuto sotto i tavoli e la mia cucina, alla Francescana è quella che guarda ancora da sotto il tavolo, con gli occhi dei bambini». «Il mio ristorante – ha concluso – non ha panorami mozzafiato: il nostro panorama è la cultura, la nostra cucina serve per rimettere insieme i pezzi, per raccontare le passioni. E anche un errore diventa commestibile».
Gli errori sono stati uno dei temi affrontati anche nella lectio di Maurizio Cattelan. Comopleto gessato, gazzelle Adidas rosa e sulla fronte – Huawei, leader mondiale nel mercato delle telecomunicazioni, si è oggi resa protagonista della consegna del titolo di Professore Onorario all’artista Maurizio Cattelan da parte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Per l’occasione, il maestro Cattelan ha infatti deciso di rendere la sua fronte un manifesto pubblicitario il tattoo con il concept del nuovo contest Huawei “Rinascimento Urbano”, lanciato in occasione dell’arrivo dei device P20 e P20 Pro in Italia.
E ha parlato in pubblico, cosa che fa molto raramente.
«Le regole vanno imparate per essere trasgredite– così si è rivolto Cattelan agli studenti – e senza disciplina e follia il nostro lavoro sarebbe solo un esercizio stilistico». Per Cattelna a Carrara c’è stato anche lo spazio per i (tanti) ringraziamenti. «Ringrazio le persone a mio fianco in questi anni che mi hanno consigloiato, senza di loro il mio lavoro sarebbe stato pieno di errori. Ringrazio gli amici e Lucio Zoppi, il mio terzo occhio»:
«E ringrazio Carrara, per il suo marmo che è l’orgoglio di chi lo lavora: qui ho scoperto il materiale con cui si scrive la storia». L’artista torinese, immortalato dai ragazzi in tre lapidi, si è rivolto proprio agli studenti dell’istituto di Belle Arti. «Ringrazio gli studenti dell’Accademia, perché saranno loro gli artisti di domani».
La lectio di Cattelan si chiude con un’ovazione: l’Accademia di Belle Arti fa sentire tutta la sua energia ai due nuovi professori che, come ha sottolineato il direttore Luciano Massari nella sua introduzione: «rappresentano il prestigio di personalità davvero eminenti. Tanto più se con il loro lavoro, la loro creatività e la loro eccellenza contribuiscono a diffondere il nome dell’Italia nel mondo».
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