Italia
Trova 30 milioni di lire la banca non li cambia
MASSA. Dopo la morte della madre, la casa rimane com’era. Per parecchi anni. Poi il figlio decide di mettere mano a quell’appartamento. E la ristrutturazione gli regala una bella sorpresa: quando il...
MASSA. Dopo la morte della madre, la casa rimane com’era. Per parecchi anni. Poi il figlio decide di mettere mano a quell’appartamento. E la ristrutturazione gli regala una bella sorpresa: quando il martello pneumatico si accanisce su un vecchio armadio a muro ecco svolazzare banconote. Tante banconote. Trenta milioni di vecchie lire che la banca, però, non poteva più cambiare. Adesso alcune sentenze potrebbero cambiare le carte in tavola.
Tutto comincia nel 2015 quando, dopo molti anni dalla morte della madre, un professore di Massa decide di dare inizio ad alcuni lavori di ristrutturazione nell’appartamento che aveva ereditato.
Durante i lavori, nell’anfratto di un armadio a muro, l’uomo trova 30 milioni del vecchio conio in tagli da 50, 100, e 500mila lire. La mamma aveva risparmiato e parecchio e adesso il figlio sperava di godere di quei soldi messi da parte con tanta parsimonia.
Invece nulla perché allo stupore è ben presto seguita l’amarezza quando allo sportello Bankitalia al professore viene spiegato che il cambio in euro non è più possibile. Se è vero infatti che era stato stabilito un termine decennale (2002-2012) per il cambio delle lire in euro è altrettanto vero - come sostiene parte della giurisprudenza - che qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto, quindi nei casi in esame i dieci anni per il cambio lire/euro decorrono dal giorno del ritrovamento delle somme in lire. L’uomo, per far valere le sue ragioni, si è quindi rivolto a uno studio legale. Intanto alcuni cittadini, in casi praticamente identici avevano sollevato l’illegittimità costituzionale del decreto Monti (art. 26 D.L. 121 del 6.12.2011) che aveva sancito l’immediata decadenza del cambio della lira in euro. Poi la sentenza 216/2015 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma Monti, allineando il nostro Paese alla decisione degli altri Paesi della Comunità europea. Il professore - sostengono i suoi legali - potrà presto cambiare i 30 milioni di lire in euro.
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