Si avvia a sentenza il processo Erre Erre Sentiti gli ultimi testi
In aula le ultime testimonianze sul giro di fatture sospetto Il 16 luglio si dovrebbe dire la parola fine sulla vicenda
CARRARA. Concluse le testimonianze chiamate dalla difesa, il processo Erre Erre si avvia verso la fine. Ieri in aula è stato ascoltato uno degli ingegneri riguardo all’utilizzo di fatture emesse per prestazioni mai fatte e una commercialista su alcuni aspetti compatibili. Una serie di particolari tecnici in chiusura di un lungo giro di audizioni di testimoni in un processo lungo e tribolato.
La società Erre Erre viene costituita con l’intenzione di chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia, costruendo un impianto dove sarebbe entrato il residuo solido, per uscire il combustibile sotto forma di brichette. Realizzare l’impianto era compito di Delca spa che è anche socia, con il Cermec, di Erre Erre. E si impegna va a costruirlo secondo quello che è stato definito un "contratto chiavi in mano", pronto alla consegna.
Secondo l’accusa, Del Carlo e gli altri, che in seno alla società poi dichiarata fallita ricoprivano ruoli nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale, «distraevano, rivestendo Del Carlo la carica di amministratore unico della Delca spa, società di Vicopisano aggiudicataria dell’appalto la somma di 1.847.018,21 euro, importo complessivo derivante dalle fatture pagate emesse da terzi a carico di ErreErre, in relazioni a prestazioni (necessarie o meno) che avrebbero dovuto essere integralmente erogate e sostenute economicamente da Delca, sulla base del contratto chiavi in mano».
Venerdì prossimo ci sarà un altro passaggio in aula per la verifica delle condizioni di salute di uno degli imputati, ma poi il processo dovrebbe avviarsi a conclusione.
Molte volte, per il cambio dei giudici, il processo ha subito dei rinvii, tanto che più volte è stato paventato il rischio che si potesse andare a prescrizione.
Le prossime tappe sono il 23 giugno e il 16 luglio per le arringhe finali e la sentenza.
Ecco chi sono gli imputati. Domenico Del Carlo (difeso dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini), Roberto Borghini (avvocati Roberto Iacopetti e Davide Cagetti), Alessandro Nicodemi (avvocato Carlo Boggi), Augusto Cardinotti (avvocato Tullio Padovani), Roberto Vaira (avvocati Fabio Sommovigo e Pierpaolo Zambella), Luciano Bertoneri (avvocati Salvatore Salidu e Roberto Iacopetti), Cesare Carmassi (avvocati Giorgio Porzano ed Enrico Marzaduri), Giorgio Dell’Amico (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna), Luigi Marco Zoppi (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna), Fausto Giannoni (avvocato Umberto Zangani), Gianluca Musetti (avvocati Luca Pietrini e Giorgio Porzano).
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