Il Tirreno

L’appello ai giovani: no alle guerre per “evitare” guerre

di Camilla Palagi
L’appello ai giovani: no alle guerre per “evitare” guerre

All’assemblea dell’associazione mutilati e invalidi di guerra premiati i lavori degli studenti sul tema della memoria 

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MASSA . Inevitabile la condanna ai bombardamenti delle ultime ore in Siria da parte di Stati Uniti d'America, Regno Unito e Francia; «missili intelligenti», ha commentato il presidente dell'Associazione mutilati e invalidi di guerra, Claudio Betti, «che fanno la guerra per prevenire altre guerre. Ma sempre di guerra si parla». In occasione dell'assemblea annuale organizzata dalla fondazione per premiare gli studenti che si sono distinti per gli elaborati realizzati per la Giornata internazionale della memoria, il presidente dell'Anmig ha ribadito la contrarietà dell'ente ai conflitti che si stanno consumando in questi mesi nello stato arabo.

«Inaccettabile l'uso di gas – è intervenuto il presidente Betti – messi a bando nel 1925 con il protocollo di Ginevra. Compito della nostra fondazione è quello di continuare a diffondere nelle scuole testimonianze dei reduci di guerra, per rendere ancora viva la memoria».

Riuniti a palazzo Ducale e coordinati dal presidente della sezione di Massa, Euro Gerini, i diversi rappresentanti dei territori in cui l'associazione è attiva hanno premiato Gabriele Ratti e Giulia Simi della 2b del liceo classico Pellegrino Rossi. Particolarmente apprezzato dai presenti l'elaborato di Gabriele Ratti sulla «scelta» dei soldati italiani di non combattere a fianco degli alleati dopo l'armistizio dell'8 settembre del '43.

Una data che per i più ha significato la liberazione e la fine del conflitto, ma che per 50 mila italiani rappresentò la deportazione nei campi di prigionia tedeschi. «Si trovarono davanti ad una scelta – cita il testo di Gabriele Ratti – combattere con gli alleati oppure no. Una scelta che per noi può sembrare semplice a distanza di 80 anni. Ma che per loro non lo fu. La memoria non basta, dobbiamo interiorizzare la storia, non come una nozione ma come un'emozione. Quelle 50 mila persone morirono nei campi di prigionia, sparirono nel nulla e vennero dimenticati. Gli uomini che tornarono, dopo aver sofferto la guerra, vennero schifati dalla loro patria. Onore di pianti a chi di pianti non ne ancora ricevuti».

E delle conseguenze psicofisiche che la guerra ha prodotto sulla vita di chi l'ha vissuta, ha ricordato il presidente Anmig della sezione di Pistoia, Fabrizio Gori: «recentemente è venuto a mancare mio padre, che partecipò alla seconda guerra mondiale. Di lui ricordo quando andavamo al mare e si nascondeva le cicatrici provocate dalla tortura. Una tortura che gli venne inflitta perché non voleva rivelare il nome del suo comandante. In ospedale – continua Gori - durante gli ultimi giorni di vita, dopo che il dottore lo aveva visitato mi chiedeva di nasconderci, scambiando il camice del dottore per quello delle SS». Presente alla premiazione anche l'assessore all'istruzione, Silvana Sdoga, che ha portato i saluti dell'amministrazione e ha preso l'impegno di sostituire, come richiesto dall'associazione, le bandiere italiane malridotte esposte nel Comune di Massa. L'invito che l'assessore Sdoga ha rivolto ai giovani seduti in sala Resistenza, è quello a far visita fisicamente ai luoghi della memoria. «Questo mese per Massa e per l'italia – ha commentato l'assessore – è un momento fondamentale per riflettere sulla nostra storia».

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