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Centrale idroelettrica di Tavarnelle, l’iter sta andando avanti
LICCIANA. È il Tar del Lazio a fare il punto sul progetto della centrale idroelettrica di Tavarnelle, una vicenda che vede ripartire la valutazione d’impatto ambientale ma che ha anche pendente un...
LICCIANA. È il Tar del Lazio a fare il punto sul progetto della centrale idroelettrica di Tavarnelle, una vicenda che vede ripartire la valutazione d’impatto ambientale ma che ha anche pendente un ricorso per Cassazione.
La vicenda delle carte bollate, in questo caso, prende le mosse da un ricorso presentato dal promotore del progetto, Luigi Lorenzani, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonio Stancanelli e Claudia Molino; il ricorso al Tar era contro la Regione Toscana, rappresentata e difesa dall'avvocato Fabio Ciari; contro la Provincia di Massa-Carrara, rappresentata e difesa dagli avvocati Carlo Lenzetti e Riccarda Maria Bezzi; e contro il Comune di Licciana Nardi, rappresentato e difeso dall'avvocato Germano Scarafiocca. Obiettivo del procedimento, ottemperare la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche n. 14/2017 depositata il 31.1.2017.
La sentenza del Tribunale delle Acque, si ricorda, aveva annullato la determinazione del dirigente Settore Ambiente Energia della Provincia di Massa-Carrara del 9 settembre 2014 di non compatibilità ambientale dell’impianto idroelettrico “Tavarnelle” in località Tavarnelle – la Greta del Comune di Licciana Nardi; la Provincia, si fa notare da parte del Tar del Lazio, ha comunicato con nota del 6 marzo 2018 l’avvio del procedimento per il riesame della valutazione di impatto ambientale, chiedendo quindi la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse; il Comune di Licciana Nardi ha dedotto di avere proposto, il 17 maggio 2017, ricorso per Cassazione avverso la sentenza del Tribunale superiore delle Acque per cui è chiesta l’ottemperanza e di avere successivamente presentato istanza per la sospensione della sentenza al Tribunale delle Acque. Da parte sua, l’avvocato di Lorenzani ha spiegato di non avere più interesse alla coltivazione del giudizio, proprio in relazione all’avvenuto avvio del procedimento di riesame da parte della Provincia.
In definitiva, il Tar dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; a decidere il destino della Centrale saranno quindi la Cassazione che si deve esprimere sulla sentenza del Tribunale delle Acque e la valutazione d’impatto ambientale.
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