Italia
«Carmine come sta? Il furgone ci ha travolti»
La moglie dell’uomo deceduto a Romagnano ha parlato in ospedale con l’amica e vicina di casa. «Erano una coppia bellissima, quella gita l’aspettavano da tanto»
MASSA. «Carmine come sta? Quel furgone non l’abbiamo nemmeno visto arrivare, non potevamo evitarlo. Ci ha presi in pieno».
Maria Rosaria Corrado ha parlato. Non sapeva ancora che il marito Carmine Rifugio da qualche ora era già morto.
Maria Rosaria ha confidato la sua pena alla vicina di casa, quella con cui da quasi diciotto anni condivideva il giardino, le chiacchiere e molto altro nella casetta gialla in via Marina vecchia.
Ha gli occhi lucidi oggi l’amica che parla - per sua espressa volontà senza nome e cognome - di Maria Rosaria, di Carmine come di una coppia affiatata, che faceva tutto insieme «anche questa gita a Praga che aspettavano da tanto tempo».
«Dell’incidente qui lo abbiamo saputo subito - racconta la signora che accoglie Il Tirreno nel giardino della bifamiliare lungo via Marina vecchia - Appena hanno detto che erano pensionati in partenza per una gita io non ci ho messo nemmeno un minuto e sono partita per l’ospedale».
La vicina di Maria Rosaria quella gita a Praga l’aveva aspettata insieme a lei, nei discorsi di donne che preparano la valigia, si scambiano consigli su cosa portare via, sul tempo e sulle raccomandazioni per la casa che doveva restare chiusa a lungo. La vicina aveva vissuto con lei l’ansia della vigilia. «Era venuta da me e le avevo fatto i capelli - racconta - voleva essere in ordine perché sarebbe rimasta via una settimana, in un posto nuovo e che desiderava così tanto visitare».
La gita a Praga non è mai nemmeno iniziata per Maria Rosaria. Lei, il marito e Enrica Barani guidavano la fila, sulle strisce pedonali lungo la via Aurelia, per raggiungere la pensilina dove li avrebbe raggiunti il pullman. Il furgone non l’hanno neppure visto arrivare che già li aveva travolti.
Maria Rosaria è rimasta a terra, con le costole e una spalla rotta. Le sue condizioni sono apparse subito meno gravi di quelle del marito e dell’altra signora, Enrica, morta sul colpo dopo l’impatto. Quando la sua amica e vicina di casa è arrivata in ospedale ha potuto parlare, con il pianto nel cuore perché nel frattempo era giunta la notizia che il marito, Carmine, non ce l’aveva fatta.
«Era dolorante, e sapeva che avrebbero dovuto sottoporla a un intervento chirurgico molto delicato - racconta l’amica - Il suo pensiero andava al marito, io le ho dovuto rispondere, le ho detto che non stava bene. So che poi ci penseranno i figli a dirle la verità e lo faranno con tutto l’amore che li lega alla loro splendida mamma».
Maria Rosaria e Carmine di figli ne hanno quattro, tutti maschi. Una famiglia unita e molto affettuosa, così li ricordano a Massa dove erano arrivati più di vent’anni fa da Sarno, in provincia di Salerno. In terra apuana si erano trovati molto bene, qui avevano cresciuto il figlio più giovane, visto affermare gli altri.
Maria Rosaria e Carmine erano una coppia in pensione ormai da parecchio tempo. Facevano tutto insieme, questo lo ripetono in molti parlando di loro. Anche la scelta di andare in gita a Praga era stata condivisa da entrambi. Avevano deciso di partire in pullman perché della guida non si sentivano più sicuri. Il pullman avrebbe garantito loro di macinare chilometri senza troppe preoccupazioni.
E, proprio per questo avevano affrontato con tranquillità la levataccia per arrivare puntuali all’appuntamento sulla via Aurelia, alle cinque di ieri mattina.
Maria Rosaria era partita con i suoi capelli in ordine, a braccetto al suo Carmine. Era accanto a lui quando il furgone dei medicinali, che procedeva - secondo i primi accertamenti- a velocità sostenuta li ha travolti. Carmine è stato sbalzato qualche metro più avanti. Maria Rosaria lo ha visto volare.
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