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Tartaruga finisce nelle reti. Portata in salvo dal Wwf

Tartaruga finisce nelle reti. Portata in salvo dal Wwf

Esemplare di Caretta Caretta da 40 chilogrammi ritrovato al Cinquale. Era priva di sensi, sarà trasferita all’acquario di Livorno per accertamenti

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MASSA. Oltre alle reti utilizzate per la pesca, operatori del settore marittimo e Wwf ne hanno creata un’altra di reti: una rete di contatti. Ad unirli il mare, ma anche gli animali che lo abitano. Pochi giorni fa, il Wwf alta Toscana è intervenuto su segnalazione di alcuni pescatori del porticciolo di Cinquale. Fra i pesci finiti nelle reti è stato rinvenuto anche un esemplare di “Caretta Caretta”, una tartaruga comune del Mediterraneo , ma ormai al limite dell’estinzione nelle acque italiane. Circa 40 chilogrammi di tartaruga che una volta arrivata al centro recupero dell’oasi di Ronchi, è stata curata dal responsabile del centro Luca Giannelli. Le condizioni dell’animale sono apparse subito critiche ma non irrecuperabili, e dopo un paio di giorni di riposo nell’area riscaldata dell’oasi, per la tartaruga ora si è stabilito il trasferimento all’acquario di Livorno. Un’operazione coordinata dalla Regione Toscana, con la presenza della Capitaneria di porto – Guardia Costiera, in collaborazione con Arpat Livorno. A causa delle diverse ore trascorse sott’acqua, infatti, l’animale potrebbe aver subito danni neurologici permanenti e per questo a Livorno potrà godere di cure e visite specialistiche che ne stabiliscano le attuali condizioni. «Al momento del suo arrivo la tartaruga non dava alcun segno di vita. Ha ripreso a muoversi solo dopo qualche ora nell’area riscaldata. Solitamente la specie – spiega Luca Giannelli - nidifica lungo le coste calabresi, siciliane, greche e turche. Dalle nostre parti è solo di passaggio per cercare cibo. Solo una volta, molti anni fa, era stato rinvenuto un esemplare di Caretta Caretta che aveva scelto le nostre coste per il nido». E tra gli interventi del Wwf per il recupero delle tartarughe marine, l’uomo ricorda anche il ritrovamento di un esemplare estremamente raro avvenuto qualche anno fa. Quasi 500 chili di tartaruga Liuto, – spiega – la più grande del mondo, molto sensibile all’inquinamento marino, in pericolo estinzione anche per l’ingestione di sacchetti di plastica che scambia per meduse. Di tartarughe di piccole dimensioni, di terra e di mare, l’oasi del Wwf è comunque ricca – tra pochi giorni quelle di terra si apprestano ad uscire dal letargo - e l’invito è a passare al centro per una visita. Il numero da contattare nel caso di ritrovamenti di animali che necessitano di cure è 360234789. I ringraziamenti del centro vanno all’amministrazione «per il contributo concesso per migliorare le strutture di un centro unico in cui educazione ambientale, preservazione della biodiversità, soccorso fauna esotica e selvatica, cultura ambientale sono un impegno che ci siamo presi da anni con tante difficoltà ma migliaia di soddisfazioni».

Camilla Bianchi

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