La città che rinasce dal turismo Il progetto di Nicola Iacopetti
L’autore dell’Antro delle Apuane lancia l’idea di una App per scoprire gli angoli nascosti del centro Lo scrittore propone di censire tutti i luoghi di interesse artistico per valorizzarli ed evitare il degrado
MASSA. In vista della amministrative del 10 giugno ad animare il dibattito politico sono i temi caldi: la sanità, l’economia. Con un’attenzione alla possibilità di rilancio e ai settori che a quel rilancio possono contribuire. Tra questi il turismo come volano economico e opportunità di nuovi posti di lavoro. Certo nel turismo e nelle sue potenzialità crede Nicola Iacopetti, autore del libro “L’Antro delle Apuane”, che aveva lanciato l’idea di “Massa Città del Gusto”: «Credo che al di là degli schieramenti politici - spiega Iacopetti - anche noi cittadini dobbiamo proporre idee di come vorremmo valorizzare il turismo a Massa. Non è più il momento di lasciare tutto al caso come è accaduto negli ultimi 30 anni. La progettualità sta alla base di ogni programma politico che si rispetti, ma mentre a due mesi dalle elezioni ancora si discute di nomi, alleanze e giochi di potere, perfino tra chi sembra aver le idee chiare si gridano solo slogan vuoti di contenuti. C’è una Massa che tutti conoscono, quella sotto gli occhi dei cittadini e c’è una Massa nascosta, tutta da scoprire. Attraverso una App, ad esempio, con una mappa digitale della città, si potrebbe pensare - propone Nicola Iacopetti - ad una specie di “caccia al tesoro” con percorsi differenti, per periodi o in ordine cronologico, che sveli volta per volta punti di interesse storico sia al turista che agli abitanti che vogliono conoscere qualcosa in più della nostra storia. Ovviamente il tutto dovrebbe essere condito da una promozione su vasta scala».
Dal Ponte delle Tavelle a Canevara del 1200 a Porta Quaranta con la cinta muraria quattrocentesca, dalla calcarea della Brugiana alle vecchie cartiere e miniere di ferro lungo via Bassa Tambura, passando per l’antico lavatoio a Santa Lucia fino all’acquedotto di Ortola: questa potrebbe essere uno dei tanti percorsi da valorizzare, perché «ovunque ci giriamo - continua Iacopetti - c’è un piccolo pezzo di storia locale da scoprire e che, il più delle volte, è lasciato a marcire». L’idea di Iacopetti è nata anche grazie al contributo di Mario Pieraccini, studente di archeologia medievale con la passione per il restauro e l’archeologia locale, ed entrambi sperano che la prossima amministrazione si impegni a promuovere Massa anche sotto il profilo storico-culturale. «Sviluppare l’idea è semplice - prosegue Pieraccini - bisogna partire da un censimento di questi punti di interesse. Il secondo step riguarda la pulizia e l’eventuale restauro, magari con l’ausilio del nostro Istituto d’Arte o di ditte locali pro bono publico, laddove ve ne sia necessità. Altra cosa importante è la segnaletica, che indichi l’epoca di realizzazione e qualche nozione storica. Nella App poi, tutto sarebbe più approfondito. Crediamo che non servano sforzi economici per metterla in pratica, ma solo buona volontà. Il rischio che si ripetano episodi come il crollo del ponte altomedievale di Mirteto per colpa dell’incuria ci ha condotti a questa riflessione: piuttosto che lasciar morire la nostra storia, sfruttiamola a nostro vantaggio, perché oltre ad insegnarci da dove veniamo, potrebbe indicarci la via per conoscere il nostro futuro. Un’idea che potrebbe trasformare Massa da semplice “campo base” per gli spostamenti nelle zone limitrofe, a territorio in cui soffermarsi magari un giorno in più per godere di alcuni tesori nascosti e dimostrare così che la zona apuana non è solo Farmoplant, ma ha anche una storia di cui andar fieri».
Sara Lavorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
