Italia
Pistola alla tempia del figlio: condannato il padre violento
Una storia di maltrattamenti familiari andata avanti per decenni, il marito-padrone se la prendeva anche con la moglie: «Sarebbe bene ti venisse un brutto male». La sentenza: tre anni di reclusione
MASSA. Un padre e marito padrone. Che ricopriva di insulti la moglie e il figlio. Li umiliava e li picchiava. Durante una lite, nell’ottobre di quattro anni fa ha estratto la pistola dalla fondina e l’ha puntata alla tempia del figlio. Da qui la denuncia alla polizia che ha scoperchiato un decennio di vessazioni subite dalla moglie e il figlio di uomo oggi di 72 anni, condannato in tribunale a Massa (giudice Alice Serra, pm Susan Pietrini) a tre anni di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, per maltrattamenti in famiglia. La moglie e il figlio del 72enne, costituiti parte civile, erano assistiti dall’avvocato Valter Mattarocci e hanno ottenuto anche una provvisionale di 7000 euro a favore come parti civili costituite oltre i danni e le spese legali.
Durante il processo è stata ricostruita una storia di vessazioni andata avanti per decenni. «Sei una nullità. Tu devi solo stare zitta, malata di mente, sarebbe bene che ti trovassero un brutto male». E ancora: «Io posso andare anche in galera ma poi esco e ti ammazzo».
Questo era il tenore delle parole, delle frasi, che il marito condannato rivolgeva alla moglie. Chiamava lei, la sua compagna di una vita, e il figlio «parassiti, bastardi».
I litigi, violenti, in quella famiglia erano all’ordine del giorno. Il marito e padre padrone teneva da anni i congiunti sotto la minaccia delle armi, pistole e fucili che deteneva in casa da diverso tempo. E proprio la pistola, una semiautomatica calibro 45, è stata quella che nel corso di un acceso litigio con il figlio il padre gli ha puntato alla tempia. L’uomo continuava a impugnare l’arma anche quando il figlio lottava con lui. Ha mollato solo quando si è ritrovato a terra e, finalmente, il figlio è riuscito a disarmarlo. Poi ha dovuto darsi alla fuga, fuori dalla casa, fino all’arrivo della polizia.
Una storia difficile, fatta di soprusi e violenze che avevano come autore un marito e un padre. Come vittime una madre e un figlio
Una storia che è arrivata fino all’aula del tribunale. Dopo anni di umiliazioni e vessazioni la donna ed il figlio, assistiti dall’avvocato Mattarocci, sono riusciti a dimostrare la decennale condotta violenta del marito e padre.
Ancora una volta una storia di violenze domestiche che dopo quattro anni sono state punite con una sentenza che ha condannato l’uomo a tre anni, senza concedere il beneficio della sospensione condizionale della pena. «Non sarà possibile ripagarli di decenni di sofferenze- commenta il legale delle parti civili, madre e figlio - ma almeno hanno avuto la soddisfazione di vedere il padre/marito padrone condannato.
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