Il Tirreno

“Interrogatorio” alle forze di polizia

di Camilla Palagi
“Interrogatorio” alle forze di polizia

Gli studenti del Barsanti vogliono sapere tutto su motorini truccati e droghe

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MASSA. Liberi di fare domande a chi solitamente chiede risposte. L'ideatore dell'iniziativa è stato il rappresentante dell'istituto Barsanti di Massa, Gabriele Bertuccelli che, spinto dalla voglia di «superare le barriere che spesso ci fanno sentire su fronti opposti rispetto alle forze dell'ordine» ha invitato, quelle forze, a raggiungere gli studenti tra le mura scolastiche. Nell'edificio di via Poggioletto i ragazzi delle classi 3°, 4° e 5° dell'istituto hanno ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei diversi corpi di polizia presenti e posto le domande che più stuzzicavano la loro curiosità. Particolare interesse per le misure adottate dalle forze dell'ordine nei riguardi di scooter “truccati” e detenzione di sostanze stupefacenti. Ma anche chiarimenti riguardo le funzioni svolte dai diversi soggetti.

«Siamo forze diversificate che collaborano in maniera strettamente collegata» – è intervenuto il vicario del questore, Ugo Angeloni. Presenti all'incontro anche il colonnello della Guardia di Finanza, Giovanni Fiumara, il vice comandante del corpo di Polizia penitenziaria, Andrea Gavarino, l'esperto scelto della Polizia penitenziaria, Giacomo Ciaramella, il maresciallo dei Carabinieri, Graziano Pagliari e alcuni rappresentanti della Polstrada di Massa Carrara. «Lo scorso anno il corpo di polizia penitenziaria – è intervenuto il vice comandante Andrea Gavarino - ha compiuto 200 anni e anche se spesso ci chiamano ancora guardie carcerarie, il termine è stato utilizzato solo in un breve periodo dell'800. Quella della realtà carceraria non è una realtà semplice. In quel mondo si smette di dare per scontato tutto ciò che lo è al di fuori. Si mangia ciò che c'è, si compra se si lavora e la comunicazione con il mondo esterno è interrotta. Sono restrizioni che hanno un impatto visibile sui detenuti, per questo si stanno adottando misure alternative. Per evitare che una volta usciti dal carcere si resti sempre un ex detenuto».

Le domande si sono fatte un po' attendere da parte dei ragazzi, che hanno richiesto l'aiuto degli insegnanti per porre quelle più difficili. Il colonnello della Guardia di Finanza, Giovanni Fiumara, ha commentato l'ondata di stragi avvenute negli istituti scolastici americani per aprire una discussione sul possesso di armi in Italia. «Negli Stati Uniti – è intervenuto il colonnello - c'è una concezione diversa della difesa. È un continente piuttosto giovane ed è rimasto il vecchio spirito di frontiera. Mentre in Italia per ottenere il rilascio di un'arma è richiesto il rispetto dell'apparato amministrativo, in America il mercato delle armi è completamente libero, così in mano le armi può averle chiunque».

A concludere l'incontro uno dei rappresentanti della Polstrada di Massa Carrara, da trent'anni in servizio sulle strade provinciali: «Non truccate i motorini, è pericolosossimo - ha concluso il poliziotto - se uno scooter è stato costruito ed equipaggiato per fare i 45 km/h non potrà sostenere i 90. Pensateci bene».

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