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Il Pd regionale: Volpi sarà il nostro candidato

Il Pd regionale: Volpi sarà il nostro candidato

Vertice a Firenze ma il sindaco frena: «Prima si deve trovare un accordo su un programma amministrativo. E chiedo lealtà a tutta la coalizione»

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MASSA. Primarie sì. E con Volpi candidato sindaco del Pd. Il barometro della politica locale torna bruscamente a segnare valori favorevoli alle consultazioni primarie. Il vento è girato in una riunione fiume che si è svolta ieri a Firenze, dove si sono confrontati il sindaco Alessandro Volpi, il segretario provinciale dei Dem Enzo Manenti, quello comunale Luca Perinelli; il consigliere regionale Giacomo Bugliani, alcuni componenti della segreteria massese; i reggenti del Partito democratico a livello regionale Marco Recati portavoce della reggenza e Leonardo Marras. Riunione in cui Volpi ha posto due condizioni non trattabili: ottenere dai partner del centrosinistra un impegno alla reciproca lealtà. Oltre che alla condivisione di un programma. Due punti considerati conditio sine qua non per accettare le primarie. Una delle ragioni, inespresse ma decisive, per cui Volpi e i suoi si mostrano reticenti alle primarie è infatti il timore di “imboscate”. In particolare, i volpiani obiettano sulla posizione degli Arancioni che sono stati per cinque anni all’opposizione in consiglio comunale e che adesso vengono cooptati nella coalizione “allargata” senza alcun passaggio intermedio. Il timore è che gli Arancioni alle primarie probabilmente opteranno per sostenere l’avvocato Sergio Menchini, ossia colui che si prospetta come il più forte competitor di Volpi. E poi non accettino di sostenere Volpi alle elezioni “vere” (nel caso, ovvio, in cui sia lui a vincere le primarie). Il sindaco, insomma, non scioglie ancora il nodo e mantiene le sue perplessità, nonostante dal Pd regionale sia arrivato forte e chiaro, e ripetuto, il segnale: sarai tu il nostro sindaco, tu il candidato dei Dem alle primarie. Rimarcando però, dall’altra parte, che quelle primarie sono necessarie, perché vengono viste come l’unico strumento per unire le diverse anime e componenti del centrosinistra.

«Sia chiaro – dice Volpi – che per me l’elemento di fondo, imprescindibile è la definizione di un documento programmatico che faccia il punto su quanto è stato fatto e su quello che si intende fare per la città. Dopo, si potrà discutere della modalità di selezione del sindaco». In altre parole, «nessun sì alle primarie», scandisce Volpi. Almeno non per ora. Il sindaco, inoltre, ha condizionato la sua eventuale disponibilità a presentarsi come candidato del Pd a a un impegno, anzi un obbligo di reciproca lealtà. Che tradotto vuol dire: tutto il partito mi deve offrire un leale sostegno, tutto il centrosinistra dovrà fare campagna elettorale per me alle elezioni.

Ben diverso il tenore della nota diffusa dal Pd di Marco Recati portavoce del Pd toscano, Enzo Manenti e Luca Perinelli. “Nell’ambito della discussione sulle prossime elezioni amministrative – si legge in essa – i livelli del Pd locale e territoriale hanno dichiarato alla presenza del sindaco di Massa Alessandro Volpi che le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco alle prossime amministrative sono lo strumento migliore per allargare il più possibile la coalizione del centrosinistra. Il sindaco Volpi a queste elezioni primarie sarà il candidato del Pd. È stata accolta anche la proposta di Volpi che tutti i soggetti politici e gli eventuali candidati alle elezioni primarie sottoscrivano una piattaforma programmatica comune che contenga punti politico-amministrativi su cui ognuno di loro si impegni e che saranno definiti nei prossimi giorni, con obbligo di reciproca lealtà». «Che sarò candidato alle primarie lo dicono loro», ribatte Volpi. L’accordo, insomma, non c’è.

Claudio Figaia

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