Il Tirreno

La Lega sulle colonie «Così si dà spazio agli immobiliaristi»

La Lega sulle colonie «Così si dà spazio agli immobiliaristi»

CARRARA. Nicola Martinucci, responsabile territoriale della Lega, interviene su regolamento urbanistico e colonie: «Siamo fortemente amareggiati per la decisione del consiglio comunale di portare la...

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CARRARA. Nicola Martinucci, responsabile territoriale della Lega, interviene su regolamento urbanistico e colonie: «Siamo fortemente amareggiati per la decisione del consiglio comunale di portare la quota residenziale dal 15% al 25%. Un atto che vuol dire una cosa sola: la speculazione edilizia sarà più facile. Il regolamento - prosegue Martinucci - prevede nel restante 75% una quota minima di ricettivo al 51% e il resto al commerciale: assieme alla perequazione per la riqualifica della zona, sarebbero stati messi i “paletti” agli speculatori. Ma quali paletti? I vincoli sono facilmente raggirabili. Sarebbe un problema grosso se le nostre colonie, bene storico-architettonico dell’intera comunità, diventassero appartamentidi cui pochi potrebbero godere. Vero è che la zona ha un bisogno impellente di una riqualifica, tema a noi caro da sempre: ci va bene che ciò avvenga, non ci va bene in questo modo. Vogliamo davvero riqualificare? Concediamo la quota residenziale solo dopo aver recuperato la restante parte ricettiva e commerciale. Permettiamo la riqualificazione per intero e non attraverso lottizzazione. Perchè questo non è stato fatto? C’è la perequazione è vero, ma non è abbastanza in un’area di importanza storica e potenzialmente turistica: con una quota al 25% i furbetti del mattone potrebbero avere vita più facile. Pensate un po’ - continua il legista - cosa potrebbe accadere se i privati dopo aver costruito i propri appartamenti non avessero più denaro (realmente o furbescamente) per il recupero e la riqualifica: quella zona resterebbe degradata e ci perderemmo tutti. È un rischio troppo grande da correre. Resta un grande quesito: perchè l’amministrazione, da sempre irremovibile sulla quota residenziale al 15%, ad un certo punto, a due mesi dalle elezioni, in piena crisi politica, si è piegata alla volontà di quell’ala della sinistra, tenace sostenitrice della quota al 25%? La stessa onorevole Nardi in campagna elettorale si batteva per alzare questa quota. Questo è stato uno dei motivi principali di anni di discussioni sul regolamento da approvare in consiglio , a scapito della sopravvivenza dei tanti imprenditori stremati e di una città paralizzata economicamente. Se la sinistra massese dopo questa decisione ritornerà ad andare d’amore e d’accordo e magari riuscirà anche, magicamente, ad approvare il regolamento avremo la risposta. D’altra parte la causa che insegue per stare a questo compromesso è nobile: l’unità del centrosinistra per non perdere le elezioni! Più volte in consiglio comunale si è sentita la frase “questo non è un votificio!” Un votificio no, forse un “poltronificio” e un “affarificio” sì, vedendo come certe decisioni vengono prese. Noi non siamo d’accordo su questo repentino cambio di opinione dell’amministrazione: siamo del parere che la quota residenziale al 15% non dovesse essere toccata. Sicuramente lavoreremo per abbassarla una volta all’amministrazione della città e sarà nostro compito vigilare affinchè la speculazione edilizia non avvenga. A questo turno - conclude - ha vinto la sinistra affarista e immobiliarista, che se ne prenda atto, ma al prossimo, quello delle amministrative, non sarà certo così, perchè gli elettori hanno gli occhi ben aperti e non si faranno prendere in giro un’altra volta».

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