Il presidio
Pd vicino alla rottura poi rinvia la decisione su primarie e Volpi bis
Una tesa assemblea del partito sulle strategie elettorali I Dem puntano ora a una “convergenza programmatica”
MASSA. Primarie sì ma a condizione che si inseriscano in una “cornice programmatica condivisa” da tutte le forze della coalizione. E con “l’accompagnamento” del sindaco uscente. È in stretto politichese il documento della segreteria del Pd uscito dalla abbastanza drammatica riunione della direzione allargata del partito (allargata membri di diritto che sono i parlamentari, il consigliere regionale, il sindaco e vari altri eletti) che si è tenuta ieri mattina ai Fratelli Cristiani. In discussione c’era la scelta della strategia per le prossime elezioni amministrative: in estrema sintesi: sì o no al Volpi bis, sì o no alle primarie. E il partito ha sfiorato di spaccarsi ancora una volta. Per poi trovare una soluzione di compromesso. Ovvero, la decisione di prendere ancora tempo per trovare una soluzione che metta d’accordo tutte le parti dentro e fuori il partito. Un’impresa.
È stata una riunione a tratti tesa, raccontano i protagonisti, segnata dalla presentazione di un documento del segretario comunale Luca Perinelli che era in sostanza un sì alle primarie di coalizione. Su questo c’è stato scontro, con la minoranza del partito che si è opposta con forza alla approvazione di quel documento così com’era e ne ha chiesto una modifica.
Giovanna Santi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, sostenitrice della parte dei Dem che sta con Volpi, ha alzato la voce, battuto i pugni sul tavolo. La minoranza ha, cioè, fatto capire che si rischiava una frattura insanabile, con il partito spaccato e Volpi sull’Aventino. Anzi in campagna elettorale con una sula lista fuori (e contro) il Pd. C’è stato un duro braccio di ferro, poi il documento, modificato, è stato messo ai voti: approvato dalla maggioranza (diciamo renziana) mentre la minoranza si è astenuta. Settanta-trenta, all’incirca, il rapporto fra sì e astensioni.
Un compromesso che salva l’unità del Pd massese e che Giovanna Santi spiega così: «Si è deciso di prendere tempo per definire, con tutte le componenti del centrosinistra e con il sindaco uscente seduto al tavolo, una soluzione condivisa sulla scelta del candidato sindaco. Diamo fiducia a questa segreteria e lavoriamo compatti per ridare spinta al partito. Partendo da una condizione: lo spirito unitario».
Giacomo Bugliani, consigliere regionale e comunale di area renziana, mette l’accento su un altro passaggio centrale del documento (che riportiamo integralmente in questa pagina): «Il Pd continua il suo percorso per la costruzione di un centrosinistra allargato a quante più componenti possibile. E siccome alcune di queste componenti chiedono le primarie, il Pd si apre a questa prospettiva». Dunque, primarie sì, ma a patto che « si trovi in tempi brevi un accordo sul programma». Bugliani sottolinea anche un altro passaggio: l’invito rivolto al sindaco uscente Alessandro Volpi a “rappresentarci e accompagnarci”. «Con questo vogliamo mettere i nostri partner della coalizione di fronte alla constatazione che Volpi è comunque il sindaco uscente del Pd e ha manifestato l’intenzione a ottenere una ricandidatura. Ed è da qui che i Dem devono partire». La speranza inconfessata di Bugliani è che Volpi accetti di ricandidarsi attraverso le primarie. Un po’ come sta accadendo a Siena dove il sindaco uscente Bruno Valentini (Dem) osteggiato da parte del suo partito e vicino allo strappo (cioè intenzionato a correre da solo), pare ora più disposto alle primarie. Per altri, quell’invito al sindaco “a rappresentarci”, va inteso come: Volpi sarà il candidato del partito alle primarie.
Siamo, insomma ai tempi supplementari di una partita difficile e complicata. Giovedì, questo il tempo che il Pd si è dato, si tireranno le fila.
Claudio Figaia
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