Il Tirreno

Ristrutturazione della ex Torre Fiat: oggi la decisione

Ristrutturazione della ex Torre Fiat: oggi la decisione

14 consiglieri sottoscrivono un emendamento per dare l’ok alla chiusura delle camere della storica struttura turistica

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MASSA. La si vede dal mare e dalle montagne, è un simbolo del territorio, un punto di riferimento geografico oltre che culturale della costa apuana. Ed è anche una industria turistica che dà lavoro fino a 100 “stagionali” e a un indotto non indifferente. Un’industria che chiede di poter cambiare al suo interno per sopravvivere e per crescere. È la torre “Edoardo Agnelli”Oggi Torre Marina, la maxi casa per ferie della Partaccia che si appresta a vivere giornate decisive. Oggi in consiglio comunale, nell’ambito della discussione sul Regolamento urbanistico, si affronterà la questione della trasformazione dell’interno della storica torre progettata nel 1933 dall’architetto Vittorio Bonafè Bottino per conto della Fiat. Da cui dipende buona parte del futuro della Torre Marina intesa come impresa turistica. La questione è così riassumibile: Verve Spa, la società che gestisce il complesso turistico, ha presentato una osservazione al Regolamento urbanistico in cui chiede – in sostanza – di poter trasformare i cameroni aperti della Torre in camere separate le une dalle altre; e dotarle di servizi igienici adeguati. I tecnici del Regolamento urbanistico, hanno ritenuto la osservazione parzialmente accoglibile, ma non nel punto decisivo.

Nelle controdeduzioni scrivono infatti che la torre “rappresenta una struttura architettonica significativa non solo per l’immagine esterna ma anche per la continuità e la trasparenza degli spazi interni che dovrà essere preservata...”. Tradotto: non si possono chiudere le camere perchè ciò non preserverebbe la “continuità e trasparenza” degli spazi interni. Una valutazione che è una specie di condanna morte per la torre Fiat. Dice accorato Doriano Cranco, vicepresidente di Verve: «Non siamo immobiliaristi, palazzinari che vogliono trasformare una struttura turistica in appartamenti. Siamo una impresa turistica che vuole poter fare turismo. Il progetto di chiusura delle camerate è vitale per noi, per permetterci di adeguare l’edificio alle esigenze di privacy e comfort che tutti chiedono. Non tocchiamo la struttura esterna, abbiamo un progetto attento all’esistente e rispettoso della concezione architettonica della Torre Fiat predisposto dalla Facoltà di architettura dell’università di Firenze. Poi sarà la Sovrintendenza a stabilire se le modifiche sono compatibili con la tutela della torre». Dirigenti e dipendenti della Verve da tempo sono mobilitati su più fronti per difendere il loro posto di lavoro e più volte si sono fatti vedere in consiglio comunale. Come faranno oggi, indossando maglie con scritto “non sparate sul nostro futuro”. Per un certo periodo, le ragioni di Verve sono state più o meno ignorate.

Ora, con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative (forse c’entra il bacino di voti che la ex torre Fiat può essere), c’è stato un risveglio di attenzione. Una piccola processione bipartizan di consiglieri comunali ed esponenti politici di vario colore – racconta Cranco, è salita sulla Torre, per capire meglio i progetti della Verve. «Abbiamo incontrato un po’ tutti e tutti ci hanno garantito il loro sostegno». Il risultato è un emendamento alle controdeduzioni dei tecnici sottoscritto da 14 consiglieri (quasi una maggioranza) In cui si chiede di cancellare quella frase sulla salvaguardia della trasparenza e della continuità “che genera solo equivoci”. Se la destinazione della torre è turistico ricettiva, si legge nell’ emendamento, tutto quello che diventa attuazione di quella destinazione, dovrà essere consentito, compresa la realizzazione di camere e bagni. «Siamo fiduciosi che in consiglio ci sia un voto favorevole, ma anche preoccupati: vediamo un clima di litigi e scontri nella maggioranza, non vorremmo finire vittime incolpevoli del conflitto», incrocia le dita Cranco.

Claudio Figaia
 

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