Dal Pri a Leu e ritorno Giorgio Raffi accusa: mi hanno epurato
MASSA. «Sono una vittima della macchia rossa; se fossimo in un altro periodo storico, direi che sono stato epurato. In realtà rimango un repubblicano, che crede in una sinistra progressista e, che...
MASSA. «Sono una vittima della macchia rossa; se fossimo in un altro periodo storico, direi che sono stato epurato. In realtà rimango un repubblicano, che crede in una sinistra progressista e, che piaccia o no, ancora con la tessera di Mdp». Non la prende bassa, Giorgio Raffi, la fine della sua breve militanza nell’Mdp, formazione nata alla sinistra del Pd e presentatasi alle elezioni con Leu .
Consigliere comunale fra i più longevi, ex assessore, Raffi viene dal mondo repubblicano: un esordio nella Federazione dei giovani repubblicani, e quindi nel Pri. Poi, aderisce al Pd e infine, nell’estate 2017, un altro salto a sinistra, nel Mdp. Un’adesione brevissima: infatti Raffi oggi è già fuori da Mdp e Leu e in consiglio sta in un gruppo misto, all’opposizione.
«Ero convinto che il Pd di Renzi non desse le risposte a quella sinistra che cercavo e a cui volevo contribuire – racconta con buona dose di acrimonia – così entrai in Mdp, il cui dibattito interno si è subito concentrato sulle primarie, sì o no, per decidere il nuovo sindaco di Massa. Iniziammo a discuterne, almeno così pensavo qualcuno si schierò per il no, altri come me per il sì. Democraticamente avremmo dovuto dialogare. Invece fummo sopraffatti tutti dalla posizione perentoria del vicesindaco Uilian Berti che, parlando per l’intera Mdp, dichiarò l’appoggio al Volpi bis. La mia posizione era diversa: io volevo ricompattare il centro sinistra e valutare lo strumento più adatto per farlo».
Ma lo strappo vero e proprio arriva per Raffi il 31 dicembre 2017, giorno del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio dentro cui stava la sopravvivenza della partecipate e del nuovo personale comunale da assumere. Raffi non partecipa a quel consiglio, che proprio a causa delle numerose assenze saltò per mancanza del numero legale, causando, tra l’altro, il blocco delle assunzioni già firmate da alcuni farmacisti.
«Ma io sono un dipendente di Gaia- spiega Raffi- e tutti sanno che non ho mai partecipato a nessuna votazione in consiglio che potesse far figurare un conflitto di interessi con la mia azienda. E anche quella non è stata un’assenza politica. I miei colleghi di Mdp, però, l’hanno presa come una dichiarazione di guerra a Volpi, un no alla sua ricandidatura, accusandomi di aver fatto un accordo con Sergio Menchini per le primarie. Una spy story in pratica».
Il finale di partita si gioca il 4 gennaio quando in consiglio si crea il gruppo di Liberi e Uguali. «Non sono stato neanche avvertito- recrimina lui - l’ho saputo dalla stampa e da qualche messaggio che non ero più nel gruppo di Mdp, diventato Leu. Questa non è politica- conclude- questa è una battaglia da retrobottega. Certe cose prima non accadevano. Non cerco una casa a sinistra, so da che parte stare. Cerco un confronto, per dare un contributo, e lo farò anche alle prossime amministrative».
Manuela D’Angelo
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