Il Tirreno

Ciro impugna l’ordinanza I cani tornano in piazza

di Cinzia Chiappini
Ciro impugna l’ordinanza I cani tornano in piazza

Il giudice di pace si pronuncia contro il divieto all’accesso in Piazza D’Armi  L’azione legale avviata da un padrone multato mentre raggiungeva l’auto

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CARRARA. Ciro il carlino riapre le porte di piazza D’Armi ai cani e lo fa impugnando l’ordinanza che vieta ai nostri amici a quattro zampe non solo di sgambettare ma perfino di transitare attraverso quella piazza.

Sì perchè il padrone del simpatico cagnolino si è rivolto al Giudice di Pace per contestare il provvedimento emesso nel 2009 dall’allora sindaco Angelo Zubbani e il magistrato onorario gli ha dato ragione.

I fatti risalgono al 2013 quando Ciro, al guinzaglio del suo padrone e provvisto dei dispositivi per la raccolta delle deiezioni, attraversa Piazza D’Armi. La sua famiglia abita nel centro storico e spesso parcheggia l’auto in via Chiesa, proprio sopra la piazza. La strada più breve per raggiungerla passa proprio attraverso l’area interdetta ai cani e l’alternativa è fare mezzo giro della città. Ciro e il suo padrone, di rientro da una sgambata, parcheggiano e per raggiungere casa infrangono l’ordinanza. Proprio mentre sono nel mezzo della piazza vengono intercettati da una pattuglia della Polizia Municipale: gli agenti al volante ammoniscono verbalmente il proprietario del carlino che spiega di essere diretto verso la sua abitazione. La “giustificazione” non gli risparmia la sanzione, da 60 euro. A questo punto il padrone di Ciro chiede che sul verbale sia precisato che il cane non si trovava a spasso per la piazza, ma che appunto stava transitando semplicemente per rientrare, al guinzaglio e munito dei dispositivi per la raccolta delle deiezioni.

E così quando la multa arriva a casa, 4 anni dopo, la famiglia di Ciro ricorre alle vie legali e, munita di un nutrito dossier che cita leggi regionali e nazionali, si presenta davanti al Giudice di Pace. Nel procedimento non compare il comune di Carrara perché, quando il caso arriva in aula, l’amministrazione non è più la stessa che aveva “chiuso” piazza D’Armi ai cani, nel 2009.

I primi di febbraio arriva il pronunciamento: il giudice di pace dà ragione a Ciro e al suo padrone. In attesa di leggere nero su bianco la sentenza, attesa di qui alla fine di marzo, il proprietario del carlino preferisce mantenere il riserbo e si limita a confermare l’esito del procedimento, a lui favorevole.

La vittoria di Ciro però potrebbe spianare la strada al ritorno dei cani in piazza D’Armi perchè, come emerge da altri casi simili, la norma può vietare sì l’accesso in alcuni siti, ma solo se questi sono espressamente dedicati ai bambini e dunque dotati di “strutture gioco” ovvero altalene, scivoli e quant’altro. Tutte cose che in piazza D’Armi non ci sono.

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