Il Tirreno

Visita lampo di Salvini la polizia evita scontri

Visita lampo di Salvini la polizia evita scontri

Impedito il contatto con i contestatori, che cantano canzoni partigiane Il leader della Lega: «Mai più un caso Franchi con noi al governo»

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MASSA. Matteo Salvini, leader della Lega a Massa già c’è stato. Nel maggio del 2015. Un comizio in piazza Garibaldi, una forte contestazione, cariche e una quindicina di feriti. Tra cui anche poliziotti e carabinieri. Ieri sera, invece, leghisti e contestatori (sinistra e antagonisti) neppure si sfiorano, separati dai cordoni delle forze dell’ordine. Matteo Salvini, nel suo tour elettorale in vista del 4 marzo, annuncia un’inaspettata tappa alla sede massese della Lega, nella galleria Da Vinci. Arriva da Livorno e Pisa, lì gli scontri ci sono stati eccome, con tanto di cariche, a Massa, invece la situazione rimane sotto controllo, nonostante monitorare la galleria non sia gioco da ragazzi. Quattro ingressi e un paio di diramazioni all’interno: presidiare non è semplice. Le forze dell’ordine si schierano di fronte alle entrate, tengono leghisti e contestatori separati gli uni dagli altri, in due aree diverse. Un cordone impedisce che quelle due aree comunichino e la visita del leader del Carroccio, con un comizio di un quarto d’ora, si conclude con qualche contestazione e sputo e nulla di più. Striscioni, canzoni partigiane e l’accusa a Matteo Salvini di rendere l’Italia un paese peggiore. La galleria al leader leghista offre l’assist: lì la crisi del commercio ha davvero colpito pesante e di serrande alzate ce ne sono più poche. La cosa non sfugge a Salvini che proprio da quelle saracinesche chiuse parte per lanciare la sua proposta politica. Ricetta a suon di slogan: via i clandestini, un paese più sicuro, una giustizia che funziona. «Cancellare la legge Fornero e abbassare le tasse per consentire a questi negozi- ecco il riferimento alle attività chiuse - di rimanere negozi». Uno sguardo al locale e uno al nazionale con l’invito «ad andare a votare». Poi la foto di gruppo, due parole sussurrate all’orecchio da un poliziotto e il leader esce dalla galleria. E pochi se ne rendono conto. Chi contesta non si dà per vinto, rimane ancora qualche minuto in attesa di vederlo uscire, accusandolo di non aver sostenuto il faccia a faccia. Poi il corteo si scioglie e la città rientra nella normalità di un venerdì sera.

Matteo Salvini lascia Massa, ma raggiunto al telefono, su Massa-Carrara rilascia qualche dichiarazione al Tirreno sui temi di attualità: «In merito al caso di aggressione avvenuto qualche settimana fa ad Alberto Franchi, imprenditore del marmo brutalmente picchiato e rapinato in casa sua, - dichiara Matteo Salvini - la prima cosa che farò una volta al governo sarà fare approvare la legge sulla legittima difesa, favorire la certezza della pena e riaprire sempre di più le carceri. Solo in questo modo si potrà riportare la sicurezza nelle città e nelle periferie, perché non è più accettabile avere un paese dove neanche la casa è un posto sicuro. Per quanto riguarda la sanità, soprattutto a Massa-Carrara dove è stato generato un buco milionario di oltre 400 milioni di euro, - continua Salvini - sarà mio impegno cercare dei fondi nazionali per evitare i tagli che sono stati annunciati proprio in questi giorni alla sanità Toscana. Il mio governo sarà di aiuto alla Regione e alla sanità pubblica regionale, per fare questo però dopo avere mandato a casa Renzi, bisognerà cacciare Rossi. Dopo il 4 marzo lavorerò per avere una Toscana a trazione leghista con un governo di centrodestra. Sono certo che tutte le regioni che da sempre sono governate dalla sinistra, saranno una grande sorpresa alle prossime elezioni nazionali. Sul candidato sindaco di Massa - conclude Salvini - per le prossime amministrative mi impegnerò in prima persona per cercare un candidato unitario a tutto il centrodestra, che possa unire gli alleati e portare così la città a vincere le elezioni comunali».

Chiara Sillicani

Sara Lavorini

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