Studente minaccia la prof per un brutto voto, poi si ferisce con le forbici - Video
Choc in una scuola media della Lunigiana: arrivano i carabinieri. L'alunno trasportato in ospedale
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LUNIGIANA. «Quanto accaduto la scorsa settimana in una scuola della Lunigiana è molto preoccupante e deve far nascere una seria riflessione. Pensare a un bambino che si ferisce volontariamente durante le lezioni desta grande preoccupazione e l'episodio riapre l'annosa questione relativa al ruolo degli insegnanti che oltre a insegnare dovrebbero educare, proteggere e capire le difficoltà degli studenti». Così, in una nota, il senatore Lucio Barani, presidente del gruppo Ala. «Il nostro corpo docente - aggiunge - è di norma ben preparato, ma bisogna esigere che questo elevato standard sia diffuso e che rappresenti la regola, oltre a intervenire dove il livello qualitativo degli insegnanti dovesse risultare invece scadente. Ben vengano dunque le indagini in corso in queste ore e sono certo che il procuratore vorrà andare fino in fondo. Vero è che spesso anche relazionarsi con i genitori per i docenti non è facile, ma altrettanto spesso tocca purtroppo a madri e padri confrontarsi con insegnati poco preparati o comunque non all'altezza del delicato compito cui sono chiamati. Spero che l'episodio in questione venga chiarito in tempi rapidi e, pertanto, invito anche il ministro dell'Istruzione a intervenire per quanto di propria competenza al fine di appurare quanto accaduto».
La vicenda ha scosso gli animi di genitori, alunni ed insegnanti dell’istituto. Il giovane studente secondo il racconto di chi ha assistito alla scena ha dato in escandescenze per il voto in condotta presente sulla pagella che il corpo docente aveva stilato e consegnato il giorno precedente. Il giovane dopo aver contestato la decisione di una votazione così bassa, ha minacciato la professoressa con un paio di grosse forbici, poi ha rivolto le lame verso se stesso, minacciando di togliersi la vita. La professoressa ha continuato a cercare di persuadere il ragazzo, mostrando grande sangue freddo, facendo uscire i ragazzi dall’aula, consentendo di gestire la crisi. I suoi compagni di classe, sotto choc, hanno continuato a rimanere sul ciglio della classe, in ansia per le sorti dell’insegnante e del ragazzo; alcuni hanno dato l’allarme. La situazione si è normalizzata senza eccessive complicazioni.
Una volta giunte sul posto l’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri, si è potuto procedere al trasporto del minorenne presso l’ospedale più vicino dove gli è stato riscontrato un taglio superficiale alla gola dovuto alla forte pressione esercitata dalle lame sulla pelle. Il preside ed il corpo docente si sono trincerati dietro un silenzio stampa che pare sia volto a proteggere la privacy del ragazzo, considerando anche che la dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli inquirenti.
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