Il Tirreno

indotto pignone sul viale zaccagna 

Nove licenziati alla Vivaldi e Cardino Sos dei sindacati

di Benedetta Bianchi
Nove licenziati alla Vivaldi e Cardino Sos dei sindacati

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MASSA-CARRARA. Non si placa l’emergenza occupazionale sul territorio apuano, in particolare all’interno del Nuovo Pignone dove si sta aprendo una vertenza dopo l’altra.

Solo martedì pomeriggio nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, la Logistics & Painting srl aveva ritirato la procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori.

Neanche il tempo di gioire che ieri la Vivaldi e Cardino, azienda di servizi che nel sito di viale Zaccagna opera nel settore metalmeccanico, ha preannunciato ufficialmente l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per nove lavoratori su sedici.

Le lettere arriveranno nei prossimi giorni e da quel momento scatterà il conto alla rovescia dei 75 giorni utili per aprire un tavolo e trovare un accordo. La causa di questi ulteriori esuberi è dovuta all’attuale scarico di lavoro e non è esclusa la possibilità dell’azienda di uscire totalmente dall’appalto del Nuovo Pignone. In quel caso resterebbero a casa la totalità dei dipendenti. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione ed hanno indetto un’assemblea con sciopero oggi dalle ore 14 alle ore 17. I sindacati e le Rsu, assieme ai dipendenti, decideranno quali altre forme di protesta mettere in atto nei prossimi giorni.

«E’ intollerabile l’emorragia occupazionale che ancora una volta si presenta sul territorio e a maggior ragione all’interno del Nuovo Pignone che rappresenta una parte importante del Pil del territorio» scrivono Fiom, Fim e Uilm in una nota unitaria, «la situazione va affrontata rapidamente prima che generi problematiche devastanti per una provincia già martoriata da una costante crisi occupazionale».

«L’azienda ha chiaramente detto di avere lavoro solo per cinque lavoratori e se la situazione permane il rischio è la chiusura» ha dichiarato Luisa Pietrini, segretaria Fiom Cgil che non vede un futuro roseo perché «si tamponano situazioni, ma ogni giorno ne sorge una nuova; serve una valutazione diversa e a 360 gradi di quello che sta accadendo nell’indotto del Pignone e se c’è un momentaneo calo di lavoro dobbiamo capire come gestirlo».

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