Meteo
Anghelè sfida Volpi: «Mi candido alle primarie»
Lo strappo dell’ex fedelissimo del sindaco. «La maggioranza del 2013 non c’è più bisogna ricompattare il centrosinistra. Con me la società civile e le forze nuove del Pd»
MASSA. Un lungo percorso fianco a fianco. Ma da adesso, ognuno per la sua strada. Su strade che portano, inevitabilmente, allo scontro. Da amici a nemici (politicamente parlando, si intende). Luca Anghelè, sostenitore della prima ora di Alessandro Volpi – è stato tra le anime della sua campagna per le primarie prima e per le successive elezioni, vinte 5 anni fa, poi – consigliere comunale eletto con una delel liste civiche di appoggio al sindaco e poi anch’egli passato al Pd (come quati tutti i volpiani), strappa, volta pagina. E annuncia la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Che non si sa ancora se ci saranno, ma che Anghelè chiede – e non da oggi a gran voce.
«Le primarie – dice – sono necessarie al fine di riunire e ricompattare il centro sinistra in città, purtroppo diviso da troppo tempo, e poter individuare nel migliore dei modi la figura di candidato sindaco per la coalizione». E a quelle primarie, lui ci sarà. Lo dice scegliendo bene le parole, Anghelè: «Al fine di contribuire con una proposta di qualità e di contenuti all’auspicato ricompattamento del centro sinistra, annuncio la mia candidatura che è appunto la candidatura di una parte di società civile e di esponente del Partito democratico». La sua, assicura, «non è una candidatura contro Alessandro Volpi o contro Sergio Menchini, ma è indubbiamente alternativa a quella di Volpi, così come altrettanto alternativa a quella di Menchini». La “scesa in campo” Anghelè, comunque, – anche se dichiaratamente tesa a “ricompattare il centrosinistra” pare destinata a riaccendere tensioni e contrasti (mai sopiti, va detto) nell’area Pd. Intanto perchè da qualcuno viene letta come una mossa che, oggettivamente, aiuta Menchini a inserirsi nelle primarie. Se fino a ieri la candidatura dell’avvocato-professore era infatti formalmente fuori dal perimetro della coalizione di centrosinistra, ora con la candidatura di Anghelè – che è nel Pd – la prospettiva delle primarie si fa più concreta e Menchini potrà più facilmente parteciparvi. Poi, perchè, la scelta di Luca Anghelè un “colpo” contro il sindaco uscente.
C’è una regola non scritta nel Pd che prevede che un sindaco che ha completato il primo mandato debba avere la possibilità di farne un secondo- A meno che non si ritenga che abbia fatto male durante il suo mandato. «Una regola condivisibile e giusta – dice Anghelè, ma a condizione che l’equilibrio delle forze politiche, l’equilibrio della maggioranza che lo sostiene sia sostanzialmente lo stesso. In questo caso è chiaramente evidente a tutti, anche allo stesso sindaco, che la realtà non è questa. La maggioranza del 2013 non esiste più. Questo è il motivo per cui le primarie sono oggi necessarie, primarie che io penso debbano essere a doppio turno e che dunque devono coinvolgere tutto il centrosinistra, non soltanto una parte». Ecco dunque la ragione fondante della, sua decisione. Anghelè è convinto di avere il partito, almeno una parte di esso, con sè: «Io credo, noi crediamo che il percorso di cui la mia candidatura è espressione sia in assoluta coerenza con il percorso di rinnovamento che si sta concretizzando all’interno del Pd cittadino e che dovrà ovviamente proseguire. Quel percorso che ha portato finalmente ad un ricambio degli organi dirigenziali e che ha visto negli stessi organi dirigenziali una accresciuta e significativa presenza di giovani».
L’avventura, insomma, è partita. A fianco di Anghelè quello spezzone dei Dem che da tempo sta facendo “guerra” a Volpi e segmenti della società civile, come le associazioni Massa Città d’Europa, Lavoro e Territorio, LabDem. Una candidatura renziana? «Se mi chiedete se sono renziano, rispondo che sono del Pd», replica. Quanto ai rapporti con Volpi, Anghelè dice: «Non rinnego nulla del mio sostegno passato a Volpi. Io credo di essere stato coerente e di continuare ad esserlo». Come dire: è lui, il sindaco ad avere deviato dalla strada comune. Critiche al suo operato? «Mi limito a dire che non ha fatto squadra...».
E a proposito di coerenza, Anghelè vuole ribadire che nella maggioranza in consiglio c’è ancora e ci resterà fino a fine “legislatura”: Mi sono preso un impegno e lo porterò fino in fondo. Lo dimostro costantemente con il mio comportamento in consiglio comunale, senza rinunciare a essere voce critica quando necessario. E ripeto che l’approvazione del Regolamento Urbanistico è un obiettivo che non va assolutamente mancato».
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
